martedì 10 dicembre 2013

Intollerabile incertezza per i lavoratori addetti alle pulizie delle scuole

Venerdì scorso ho partecipato all’incontro, organizzato dall’Assessore al lavoro della Regione Puglia, sulla vertenza dei lavoratori e delle lavoratrici addetti alle pulizie nelle scuole statali, che ricordo essere complessivamente 24 mila in tutta Italia e 3500 in Puglia. Le folte delegazioni di lavoratori di tutte le province pugliesi hanno chiesto di sostenere la loro lotta ai Parlamentari presenti.
Condivido e rilancio la richiesta delle oo.ss, sostenuta dall’Assessore Regionale, di ottenere l’annullamento della gara di appalto che ha ridotto drasticamente i fondi e quindi, drammaticamente, il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori. Il Presidente Letta e il Ministro del MIUR devono intervenire in questo senso al più presto.
Inoltre ritengo assolutamente necessario, come anche richiesto in alcuni emendamenti presentati sulla Legge di Stabilità 2014, che vengano ripristinate le risorse destinate agli appalti delle pulizie tagliate con il cosiddetto Decreto “ Del Fare”.
La condizione delle lavoratrici e dei lavoratori protagonisti di questa vertenza e’ una delle più difficili nel panorama tragico del mondo del lavoro italiano. Bisogna restituire piena dignità a chi, come loro, si è fatto carico negli anni di garantire un servizio importante e necessario nelle scuole statali, ricevendo in cambio una insostenibile incertezza contrattuale e di reddito.

Il Governo delle larghe-piccole intese dia subito un segnale di civiltà: annulli la gara di appalto e convochi un tavolo tecnico per individuare immediate soluzioni.

giovedì 5 dicembre 2013

Spending review, ma l’Aeronautica spende altri 100 milioni per le “Cannoniere Volanti”

Questo è il testo dell’interrogazione che ho presentato in Commissione Difesa, in merito all’acquisto da parte dell’Aeronautica italiana di alcune “cannoniere volanti”, senza che il Parlamento ne fosse informato.
Al Ministro della difesa.
— Per sapere – premesso che:

    1. Alenia Aermacchi, l’azienda aeronautica del gruppo Finmeccanica è pronta ad annunciare che l’Aeronautica militare italiana sarà il cliente di lancio della variante gunship (cannoniera volante) dell’aereo da trasporto militare C27J Sparta;
    2. si tratta della versione armata del velivolo definito «multimissione» MC-27J dotato di un cannone da 30 millimetri ATK GAU-23. La notizia è stata diffusa da Il Sole 24 Ore in una corrispondenza di Gianni Dragoni dal Salone Aerospaziale di Dubai;
    3. l’Aeronautica militare italiana modificherà in MC-27J tre dei suoi 12 Spartan Partner del programma la società statunitense ATK che ha già testato nel giugno 2013 in Florida l’integrazione del GAU-23 sul cargo tattico italiano che interessa anche al Comando forze speciali statunitense;
    4. il valore del contratto di modifica dei tre C-27J della 46a Aerobrigata di Pisa in MC-27J è tenuto riservato dai militari, ma ammonterebbe a circa 100 milioni di euro. Il contratto che garantisce all’Aeronautica il possesso della sua prima «cannoniera volante» dovrebbe favorire l’esportazione dell’MC-27J presso Paesi che già utilizzano il cargo Spartan e nuovi clienti;
    5. a conferma dell’intesa Alenia Aermacchi ha reso noto che Alenia Aermacchi e l’Aeronautica Militare hanno firmato oggi al Dubai Airshow 2013 un accordo che prevede lo sviluppo, sperimentazione, certificazione, industrializzazione e supporto logistico di un velivolo per il supporto delle missioni del Comando Operativo Forze Speciali (COFS) denominato MC-27J Praetorian;
    6. il progetto «Praetorian», prevede due fasi distinte: la prima, dedicata allo sviluppo di un prototipo da parte di Alenia Aermacchi che sarà consegnato all’Aeronautica militare il 31 marzo 2014 e testato in scenario operativo nel primo semestre del 2014; la seconda, relativa all’industrializzazione della configurazione «Praetorian» e al relativo supporto logistico;
    7. l’aeronautica militare prevede la trasformazione, da completarsi entro il 2016, di 3 C-27J attualmente in servizio, completi di sistemi di missione, apparati C3IISR e sistemi di supporto/ingaggio al fuoco pallettizzati e 3 velivoli predisposti ad accogliere gli stessi sistemi;
    8. il Pretorian sarà sviluppato da Alenia Aermacchi con la collaborazione dell’azienda americana ATK per la realizzazione dei sistemi di missione e di supporto aria-suolo e della Selex ES, azienda di Finmeccanica, per gli apparati di comunicazione e data link. L’MC-27J è un moderno sistema di difesa, basato sul C-27J – il più avanzato bimotore da trasporto tattico disponibile sul mercato – che, grazie alle sue prestazioni ineguagliate e alla sua capacità di imbarcare pallet standard NATO, offre con modalità roll-on/roll-off una gamma di soluzioni che permettono di coniugare l’efficacia del compimento di missioni tattiche e strategiche e di rispondere a requisiti operativi particolarmente stringenti quali quelli del Comando Operativo Forze Speciali (COFS)» –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
in base a quali autorizzazioni normative il Ministero della difesa abbia operato gli acquisti di cui in premessa;
se non ritenga necessario fornire ogni elemento utile su decisioni così rilevanti

martedì 26 novembre 2013

ISSPaCE: promozione della cultura della nonviolenza e della pace

Istituzione dell’Istituto superiore di studi per la formazione, la ricerca e l’intervento per la costruzione di processi di pace, la trasformazione nonviolenta dei conflitti e la promozione dell’eguaglianza sociale.

Consulta il testo integrale della proposta di legge.

Risarcimento anche per il personale civile della difesa esposto all’amianto

La disciplina vigente non comprende tra i soggetti beneficiari dei diritti previdenziali i dipendenti statali non militari (ovvero il personale civile del Ministero della difesa) che siano stati esposti all’amianto. Questa proposta di legge mira a eliminare questa odiosa esclusione.

Leggi il testo integrale della proposta di legge.

mercoledì 20 novembre 2013

Manifestazione malati Sla: il governo incontro rappresentanza malati in presidio

Il Ministro dell’Economia, o un suo rappresentante, incontri al più presto una delegazione di malati di Sla e di altre malattie invalidanti in presidio per la seconda volta sotto il ministero. La scorsa protesta ebbe un finale tragico, non vorremmo accadesse di nuovo.
Lo affermano la capogruppo di Sel in commissione Affari Sociali on. Marisa Nicchi, e l’on. Donatella Duranti dal presidio, organizzato dal comitato 16 novembre Onlus, che riunisce l’Associazione malati sla e malattie altamente invalidanti, davanti al ministero dell’Economia dove alcuni malati di Sla minacciano di togliersi il respiratore se non ascoltati dal Governo.
Proprio in queste ore il Senato sta discutendo la legge di stabilità, continuano le deputate di Sel, ed è quella la sede per dare le giuste risposte a questa protesta. Sel considera prioritario il finanziamento dei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea), e il relativo nomenclatore tariffario, l’aumento del fondo per la non autosufficienza a 600 milioni, il riconoscimento dell’invalidità al 100% e l’indennità di accompagnamento in presenza di diagnosi di patologie gravi come Sla o Sma1 ma, soprattutto, la riduzione del 25% di posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa), in modo da consentire ai pazienti di essere assistiti a casa, con un notevole risparmio per le casse dello Stato.

Il welfare, le politiche sociali, la sanità, concludono le deputate di Sel Nicchi e Duranti, non sono costi da tagliare, ma buoni investimenti per ridurre le disuguaglianze, offrire servizi adeguati, investire sulla prevenzione, l’assistenza domiciliare e territoriale e creare buona occupazione. 

venerdì 15 novembre 2013

Indignati per il silenzio di De Giorgi in commissione difesa

Questo pomeriggio il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio De Giorgi, è venuto in audizione presso la Commissione Difesa.
Sinistra Ecologia Libertà si è astenuta dal porre domande, come forma di protesta rispetto alle dichiarazioni stampa di ieri di De Giorgi in merito alla interrogazione presentata dal nostro gruppo parlamentare per conoscere la missione e gli obiettivi della “crociera” di nave Cavour.
Abbiamo atteso la fine della audizione, sperando che l’Ammiraglio desse seguito alle parole espresse ieri, quando dopo esser stato richiamato dal Ministro Mauro ha dichiarato che avrebbe approfittato di questa occasione per ribadire il suo rispetto per le prerogative parlamentari, chiarendo l’equivoco dovuto secondo lui ad una erronea interpretazione degli addetti stampa.
Quasi al termine dei lavori, non avendo avuto riscontri, ho preso la parola in qualità di capogruppo Difesa di SEL, e ho ribadito con fermezza sia il nostro disappunto al Capo di Stato Maggiore, sia la necessità di ricevere delle scuse per quanto dichiarato. Scuse che ci saremmo aspettati in apertura stessa della audizione.
Ho chiesto rispetto per gli atti parlamentari prodotti da qualunque deputato, e ho sottolineato come non consentiremo più a nessuno di mettere in dubbio il nostro operato screditandolo con accuse di malafede o di volontà di strumentalizzazione.

Quello che noi esercitiamo, anche e soprattutto con il sindacato ispettivo, è un diritto-dovere, e lo useremo fino in fondo senza che nessuno possa permettersi più di avanzare delle critiche come quelle mosse dall’ammiraglio De Giorgi.

mercoledì 30 ottobre 2013

Servono risposte concrete per la Marcegaglia Buildtech

La notizia arrivata ieri dai vertici della Marcegaglia Buildtech è l’ennesimo dramma che si consuma sulla pelle dei lavoratori tarantini e della provincia jonica tutta .
Proprio mentre ci troviamo ad affrontare altre crisi simili, come quella della Vestas, arriva notizia della chiusura di un altro stabilimento, la Marcegaglia Buildtech, che occupa direttamente 134 persone.
Stabilimento che fra l’altro è stato inaugurato appena due anni fa.
Esattamente ieri sera sono intervenuta in aula mentre si discutevano le mozioni per sviluppare iniziative volte al rilancio del settore manifatturiero e per programmare una nuova politica industriale nazionale.
La decisione del gruppo Marcegaglia è la goccia che fa traboccare il già colmo vaso del dramma occupazionale che investe in maniera devastante in particolar modo la provincia di Taranto.
A questo punto il Governo non può più esimersi dall’intervenire in maniera netta, determinata ed immediata per risolvere la questione. Ogni giorno ci troviamo a commentare situazioni analoghe, fabbriche che chiudono perché gli amministratori o ritengono poco conveniente la manodopera italiana o perché non riescono a sviluppare politiche industriali a lungo termine, e a pagare la poca lungimiranza sono sempre i più deboli. In tutta risposta, il Governo continua ad aprire tavoli su tavoli di “concertazione”, senza dare risposte concrete.
Mi stringo con forza accanto atutti i lavoratori che nel giro di un pomeriggio hanno visto stravolta la loro vita, e continuerò ad impegnarmi quotidianamente affinché l’attenzione in Parlamento rimanga alta su tematiche di cosi vitale importanza.

On. Donatella Duranti.

Missioni internazionali: Sel abbandona lavori commissioni esteri e difesa

I deputati di Sel Donatella Duranti, Michele Piras, Arturo Scotto e Claudio Fava hanno abbandonato polemicamente i lavori delle commissioni Esteri e Difesa riunite per discutere il decreto missioni internazionali.
Nei giorni scorsi i deputati di Sel avevano intrapreso una pratica ostruzionistica, presentando 160 emendamenti, affinché si separassero le missioni in Afghanistan ed in Libia dal resto dei teatri nei quali sono impegnati i nostri militari.
Sono anni che i governi in carica ci presentano sempre lo stesso decreto, sempre la stessa minestra riscaldata, senza alcuna discontinuità tra una legislatura e l’altra, commentano i deputati di Sel al momento di abbandonare i lavori delle commissioni.
Sel ritiene, continuano i deputati di Sel, che l’Italia debba ritirare immediatamente i propri soldati dal teatro afgano, come fatto già dalla Francia.
Noi, concludono i deputati di Sel delle commissioni Esteri e Difesa Duranti, Piras, Scotto siamo radicalmente contrati alla filosofia che anima questo decreto. L’unica opposizione che lo ha contrastato frontalmente e senza sconti. Abbiamo presentato una serie di emendamenti che la maggioranza delle larghe intese ha bocciato senza neanche entrare nel merito delle nostre proposte. Adesso porteremo la nostra battaglia in Aula. Convinti che siano tanti i cittadini che vogliono che si torni a parlare di pace e cooperazione.

Lo rende noto l’ufficio stampa nazionale di Sel

martedì 22 ottobre 2013

Obiezione di coscienza per i militari

Lunghissimo percorso, durato quasi vent’anni, e l’impegno personale, spesso duro e molto penalizzante, di centinaia, migliaia di persone che hanno spesso sacrificato all’affermazione di questo principio di civiltà giuridica anche la propria libertà personale.
Anche se di esperienze nazionali non ne esistono molte (ricordiamo tuttavia che alla fine degli anni settanta ci fu un caso molto controverso di obiezione di coscienza da parte di un ufficiale dell’Aeronautica militare), essendo l’esperienza professionale generalizzata una realtà troppo recente nel nostro ordinamento, i dati provenienti da altri Paesi con Forze armate di consolidata tradizione professionale dimostrano che il fenomeno dell’obiezione di coscienza tra i militari professionisti è un fenomeno non secondario e non marginale.
Secondo il General accounting office, un organismo del Congresso degli Stati Uniti con funzioni assimilabili per certi versi a quelle della Corte dei conti, sarebbero stati 447 i militari che avrebbero chiesto di essere congedati per ragioni di coscienza nel 1991. Normalmente, secondo lo stesso ufficio, le richieste di obiezione di coscienza negli Stati Uniti sono circa 200 l’anno.

Questa proposta di legge stabilisce la possibilità per gli appartenenti alle Forze armate e ai Corpi di polizia ad ordinamento militare, indipendentemente dal grado rivestito, di dichiararsi obiettori di coscienza.

giovedì 17 ottobre 2013

Oltre il danno la beffa per i lavoratori della ITN Martina Franca

Questa mattina il Prefetto di Taranto ha accolto una rappresentanza di lavoratori della ITN di Martina Franca, affinché si facesse portavoce presso il Ministero del Lavoro.
La situazione che colpisce i lavoratori, ben 123, della azienda tessile martinese è a dir poco sconcertante, e purtroppo figlia della crisi e delle solite, dissennate e poco lungimiranti, politiche produttive che continuano a colpire quasi come fosse una epidemia tutto il territorio pugliese.
Ci troviamo di fronte ad una grande realtà imprenditoriale della Valle d’Itria, che nella primavera del 2011 ha dichiarato la chiusura della attività. Oltre al giudizio assolutamente negativo su questa scelta della dirigenza, che paventa come al solito la mancanza di volontà di trovare vie alternative per diversificare la produzione nell’ottica della competitività per superare la crisi salvaguardando il territorio, e che manifesta la solita, comoda scelta di provare a delocalizzare per abbattere i costi, ci troviamo a fare i conti con una ulteriore beffa per i lavoratori coinvolti.
Otto mesi fa è stata infatti inoltrata richiesta per la cassa integrazione straordinaria, minima misura per dare una boccata di ossigeno a famiglie sull’orlo della disperazione, ed è inaccettabile che ad oggi non ci sia ancora stata autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro.
Non si tratta di una misura meramente assistenzialistica, ma di una soluzione che permette l’individuazione di strumenti in grado di consentire di guadagnare tempo prezioso.

Sono vicina a tutte le persone coinvolte in questa vicenda, e, oltre ad aver già interessato il Sottosegretario al Ministero del Lavoro, Carlo Dell’Aringa, sulla questione, mi impegno ad adottare ogni iniziativa in mio potere affinché sia ridata la speranza a queste persone.

Afghanistan: no a presenza militare dopo 2014. Su decreto missioni opposizione durissima

L’audizione dei ministri Bonino e Mauro ha confermato i nostri timori. Lo scenario afgano non sarà abbandonato e la presenza militare, anche con regole d’ingaggio diverse, rimarrà sul campo anche dopo il 2014.
Lo affermano i capigruppo di Sel in Commissione Esteri e Difesa on. Arturo Scotto e Donatella Duranti commentando l’audizione davanti alle commissioni riunite dei ministri degli Esteri e della Difesa.
Non ci bastano le rassicurazioni sul carattere no combat della missione, perché, di fatto, sarebbe la conferma di una tendenza a considerare lo scenario afgano come permanente.

Sinistra Ecologia Libertà, concludono gli on.li Scotto e Duranti, non è d’accordo e, a partire dal decreto missioni che arriverà in Commissione la prossima settimana, preannunciamo un’opposizione durissima.

mercoledì 16 ottobre 2013

Povero Mare Nostrum

Spero che il Presidente Vito si attivi immediatamente per estendere la mia richiesta al Ministro Mauro, formulata oggi in Commissione Difesa, di riferire sulla operazione Mare Nostrum.
Il Parlamento deve essere messo a conoscenza dei termini della decisione del Consiglio dei Ministri in merito alle risposte alle tragedie dei migranti nel Mar Mediterraneo. Nutro dei forti dubbi riguardo la natura umanitaria della missione “Mare Nostrum”, innanzitutto perché il Presidente Letta continua a chiedere il rafforzamento di Frontex, ossia il dispositivo europeo che prevede il pattugliamento militare per cacciare indietro uomini e donne che fuggono dalle guerre e dalla fame.
Sono inoltre fonte di grande preoccupazione le affermazioni del Ministro Mauro in merito ai trasferimenti nei porti più vicini dei profughi che non necessitano di assistenza sanitaria. Vorrei sottolineare che tutti i profughi che cercano disperatamente di arrivare dall’altra parte del Mediterraneo sono bisognosi in primis di assistenza umanitaria, non vorrei che si introducesse un nuovo ed ennesimo filtro alla concessione dell’asilo e dell’accoglienza. E’ davvero incomprensibile e dannosa la distinzione che opera il Ministro.
Come se non bastasse, la Missione Mare Nostrum viene inaugurata proprio mentre si rafforza la collaborazione con la Libia per la securizzazione delle frontiere ed i pattugliamenti per il respingimento dei profughi.
In ultimo suddetta operazione contempla uno schieramento imponente di uomini e mezzi militari, che ancora una volta declinano un ossimoro : dalla guerra umanitaria siamo passati al pattugliamento militare umanitario.

Ritengo non più tollerabile che il Governo esautori il Parlamento rispetto a decisioni di questa portata, soprattutto in un momento storico tanto delicato e che merita un impegno concreto del nostro Paese in termini di accoglienza e assistenza. Momento che richiede con forza anche l’abolizione di alcune leggi italiane e richiede urgenti misure per abolire le leggi italiane che consentono che tragedie come quella di Lampedusa si consumino sulle nostre coste

martedì 15 ottobre 2013

Mare Nostrum: Mauro riferisca in Parlamento su natura missione

Il Parlamento deve essere messo a conoscenza sulle modalità operative e sulle regole della missione “Mare Nostrum”, che contempla uno schieramento imponente di uomini e mezzi militari, sia aerei che navali. Dalla guerra umanitaria siamo passati al pattugliamento umanitario. Il Ministro Mauro riferisca al Parlamento.
Lo dichiara la capogruppo di Sel in commissione Difesa on. Donatella Duranti.
Non è tollerabile, continua la deputata di Sel, che il Governo esautori il Parlamento rispetto a decisioni di questa portata, soprattutto rispetto ad un impegno concreto del nostro Paese in termini di accoglienza e assistenza. E tutto questo mentre si rafforza la collaborazione con la Libia sulla sicurezza delle frontiere e sui pattugliamenti per il respingimento dei profughi.
Destano poi grande preoccupazione le affermazioni del Ministro Mauro in merito ai trasferimenti nei porti più vicini dei profughi che non hanno bisogno di assistenza sanitaria.

Tutti i profughi che cercano disperatamente di arrivare da questa parte del Mediterraneo sono bisognosi di assistenza, in primis umanitaria. Non vorrei, conclude l’on. Duranti, che si introducesse un nuovo, ed ennesimo, filtro alla concessione dell’asilo. E’ davvero incomprensibile e dannosa la distinzione che opera il Ministro.

venerdì 11 ottobre 2013

Si smetta di fare gli “scaricabarili” sull’Arsenale di Taranto

Il Ministero della Difesa Mauro ha risposto questa mattina ad un’altra mia interrogazione sulle condizioni in cui versano le strutture dell’Arsenale della Marina Militare di Taranto.
In particolare, ho fatto riferimento ai ritardi ed ai rinvii che hanno subito i lavori di ristrutturazione e di ammodernamento della Mensa, e che hanno determinato disagi alle lavoratrici ed ai lavoratori oltre ad un enorme esborso di risorse pubbliche. Dopo 13 anni e centinaia di migliaia di euro impegnati, i locali della mensa non sono ancora disponibili e agibili.
Per tutta risposta il rappresentante del Ministero ha dichiarato la fondatezza delle preoccupazioni da me espresse, adducendo però “fattori imprevisti ed imprevedibili” alla base del mancato completamento dei lavori e, in modo rituale, ha rinnovato l’impegno dell’Amministrazione per la soluzione definitiva della vicenda.
Esprimo tutto il mio sconcerto e la mia contrarietà rispetto a questo atteggiamento, che per l’ennesima volta elude il merito della questione e la diretta assunzione di responsabilità. E’ stato così anche a luglio quando interrogai il Ministro a proposito del grave stallo in cui versa il Piano Brin di ristrutturazione infrastrutturale dello Stabilimento.
Siamo ancora e di nuovo allo “scaricabarile”, ed è manifesta ed intollerabile la volontà di non affrontare la situazione e di non dare risposte serie. Sono convinta che le RSU abbiano fatto bene ad interessare la Procura della Repubblica affinché si vada fino in fondo nell’individuazione delle responsabilità delle aziende appaltatrici dei lavori alla Mensa n.1.
Da parte mia, penso ci sia stata una omissione di controllo da parte della Amministrazione ed un colpevole lassismo rispetto a problematiche che toccano le condizioni di vita dei dipendenti e alla possibilità stessa di rendere efficiente il più grande Arsenale della M.M., oltre che rispetto all’utilizzo di risorse pubbliche.
Credo che la visita ufficiale della Commissione Difesa, che ho personalmente richiesto e che si svolgerà nelle prossime settimane, dovrà essere l’occasione per mettere definitivamente in chiaro i termini della situazione e per pretendere che, ognuno per la sua parte, si assuma le proprie responsabilità. A cominciare dai rappresentanti dell’Amministrazione, che da anni si nascondono dietro imprevisti e imprevedibili fattori.

martedì 8 ottobre 2013

Maltempo Puglia: stanziare fondi per emergenza e per la difesa del suolo

Presentata interpellanza ai ministri dell’ambiente e dell’economia
I deputati pugliesi di Sinistra Ecologia Libertà hanno presentato un’interpellanza urgente ai ministri dell’Ambiente e dell’Economia sul nubifragio che ha colpito la Puglia nella quale si chiede di stanziare le risorse necessarie per far fronte all’emergenza e a sostegno dei territori e delle popolazioni colpite; di incrementare le risorse, a partire dalla manovra economica per il 2014, a favore della difesa e della tutela del territorio, unica vera grande opera pubblica necessaria al nostro paese e di prevedere che le risorse necessarie per la difesa del suolo e per gli interventi post-calamità provenienti dallo Stato e trasferite alle regioni ed agli enti locali, nonché le spese sostenute dagli enti locali a valere su risorse proprie, anche per il ristoro ai privati in conseguenza dei danni subito, siano escluse dal Patto di stabilità interno.

Con l’arrivo delle piogge, scrivono nell’interpellanza i deputati pugliesi di Sel Duranti, Pannarale, Fratoianni, Sannicandro e Matarrelli, il nostro Paese si trova a dover fare i conti con smottamenti, frane, crolli d’infrastrutture, argini che non riescono più a trattenere l’impatto con le acque, e allagamenti che troppo spesso assumono le proporzioni di vere e proprie tragedie. Questi drammatici effetti prodotti da eventi calamitosi naturali sono spesso acuiti e drammaticamente amplificati da una gestione dissennata dei suoli, e dall’assenza di una rigorosa politica di pianificazione, manutenzione e prevenzione territoriale.

E’ necessario, concludono i deputati pugliesi di Sel nell’interpellanza, finanziare con risorse adeguate un Piano pluriennale d’interventi per la difesa del suolo e il contrasto al dissesto idrogeologico nel nostro Paese, consentendo contestualmente la loro effettiva spendibilità, troppo spesso impedita a causa dell’obbligo del rispetto del Patto di stabilità interno da parte delle regioni e degli enti locali.

domenica 6 ottobre 2013

Stop alle esercitazioni militari nel Parco nazionale dell’Alta Murgia

A seguito della ripresa delle esercitazioni militari nel Parco dell’Alta Murgia il primo ottobre, non è più procrastinabile un tavolo di confronto istituzionale che affronti la questione della compatibilità fra le esercitazioni stesse e il patrimonio naturalistico di quel territorio, come richiesto dalla Regione Puglia, dall’Autorità del Parco e da Legambiente.
Il parco Nazionale dell’Alta Murgia, che nel 2014 festeggerà il decennale della sua istituzione, rappresenta un gioiello di biodiversità e di bellezza che ha pochi pari in Italia e in Europa.
Su questo area insistono delle servitù militari sin dagli anni 80 che coprono il 30 per cento del territorio con poligoni di tiro, senza contare le altre installazioni. Già nella primavera scorsa ci sono state esercitazioni di tiro di una violenza incredibile che hanno riportato con vigore il problema alla luce. Il Ministro Mauro aveva confermato la possibilità’ di ulteriori esercitazioni proprio nei mesi di ottobre e novembre e cosi e’ stato. Peraltro, le dichiarazioni del Ministro sono coerenti con le affermazioni, fatte in occasione di una sua visita in Sardegna, con cui ha ribadito la scelta di non dismettere alcuna servitù militare. E’ invece indispensabile, al contrario, che vada avviato un percorso legislativo con l’obbiettivo di liberare le aree protette dalle attuali servitù militari, che occupano e mortificano pesantemente i territori nelle loro vocazioni naturali. I vertici militari e il Ministro avrebbero già dovuto rispondere alle richieste di Regione e Autorità del Parco di dare avvio al dialogo fra le istituzioni sospendendo, nel frattempo, le esercitazioni. Già il 27 giugno scorso avevo, con i miei colleghi pugliesi, interrogato il Ministro non avendo alcuna risposta.

A questo punto, ribadisco, non è più rimandabile l’apertura di un tavolo con il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente in cui si ponga il tema della tutela delle Aree Protette e, finalmente, si operi per affrancarle dalle servitù militari per restituirle alle finalità per cui sono costituite. 

martedì 1 ottobre 2013

Chiarezza per Vestas e per il territorio jonico

La notizia della chiusura della Vestas, esattamente nel giorno in cui avrebbe avuto inizio la cassa integrazione ordinaria per 13 settimane, è di una gravità assoluta. A pochi mesi dalle decisioni prese dal gruppo Natuzzi, la storia figlia di un capitalismo senza freni si ripresenta uguale a se’ stessa per infierire sulla pelle delle famiglie tarantine, con protagonisti diversi.
La Vestas, palesando agli inizi di settembre una crisi dovuta alla contrazione produttiva, era giunta a un compromesso con i sindacati proponendo una cassa integrazione che avrebbe diluito la mancanza ordinativa nell’arco di tre mesi. Adesso, senza motivo e all’improvviso, i vertici hanno annunciato la chiusura immediata dello stabilimento.

Ci troviamo per l’ennessima volta di fronte a politiche aziendali che, per poca lungimiranza o peggio ancora per la poco recondita volontà di delocalizzazione, presentano interamente il conto ai lavoratori.
La situazione in atto non è più tollerabile, va fatta chiarezza sulla situazione e si deve trovare una soluzione che non pesi unicamente sulla spalle dei lavoratori e tenga aperta la possibilità di costruire un’alternativa e una diversificazione produttiva per il territorio jonico.

venerdì 20 settembre 2013

La famiglia Riva fuori dall’ILVA e dalle aziende collegate

Non si può giocare sulla pelle dei lavoratori. La vicenda del gruppo Riva rischia, se non s’interviene come si è fatto per l’Ilva di Taranto, di far pagare ai lavoratori le scellerate scelte della famiglia Riva. Questa è l’unica risposta possibile alle parole dell’on. Sandro Bondi, che auspica manifestazioni dei lavoratori contro i tribunali per esprimere la sua contrarietà all’ipotesi di commissariamento.
Interi territori del nostro Paese e decine di migliaia di lavoratori stanno subendo le conseguenze di una gestione aziendale che non rispetta il diritto dei cittadini alla salute, alla vita e a un ambiente sano, ma che soprattutto non rispetta la legge.
Sinistra Ecologia Libertà, per salvaguardare il patrimonio rappresentato dalle aziende del gruppo Riva e dai suoi lavoratori, ritiene necessaria la definitiva estromissione della famiglia Riva da qualsiasi decisione inerente l’ILVA e le aziende ad essa collegate.

Chi attacca i giudici o auspica manifestazioni contro la magistratura per impedire il commissariamento se ne faccia una ragione: i lavoratori e i cittadini sanno esattamente che la responsabilità del dramma che stanno vivendo è ascrivibile esclusivamente ai Riva.

venerdì 6 settembre 2013

Siria: il Ministro Mauro digiuna per la pace e la nave Doria si prepara alla guerra. Interpellanza al Ministro della difesa

Il Ministro della Difesa Mauro da un lato domani aderisce all’appello del Papa per una giornata di digiuno e preghiera contro il possibile attacco militare in Siria e dall’altro autorizza l’invio della migliore nave da guerra della nostra Marina Militare, il cacciatorpediniere Doria, in Medio Oriente. Chiediamo al Governo il ritiro della nave da guerra Doria.
Lo scrivono i deputati di Sel delle Commissioni Difesa ed Esteri Duranti, Scotto, Piras e Fava nell’interpellanza presentata al Ministro della Difesa sull’invio della nave Doria.
L’invio del cacciatorpediniere Doria – nave da difesa aerea dotata di un sofisticato sistema missilistico, di lanciarazzi e lanciasiluri – e il già annunciato invio della nave Maestrale, rappresenta, scrivono i deputati di Sel nell’interpellanza, più un segnale di aggressione e di potenziale minaccia che non un gesto di difesa e di pace.

Chiediamo al Ministro della Difesa, concludono i deputati di Sel nell’interpellanza, il ritiro della nave Doria e la sua sostituzione con navi più adatte al compito di appoggio logistico al nostro contingente impegnato il Libano e alle attività di pattugliamento previste dalla missione Unifil.

mercoledì 7 agosto 2013

F35: italia non paga penali per uscire da programma. Necessario piano bonifica elicotteri Augusta

Oggi abbiamo chiesto al Ministro Mauro di spiegarci definitivamente se ci sono o no penali per l’uscita dal programma di acquisizione dei caccia F35 e sui costi, a nostro avviso gonfiati, della nave Cavour che dovrebbe ospitare gli F-35.
Lo afferma l’on. Donatella Duranti, capogruppo Sel in commissione Difesa, durante il question time in merito all’interrogazione sui costi e sulle spese già sostenute per la partecipazione al programma F35 presentata da Sel.
Il Ministro, continua l’on. Duranti, ci ha risposto che l’Italia non pagherebbe penali in caso di sospensione e annullamento del programma di acquisto dei caccia F35. Oltre a questa importante notizia il ministro non ci ha fornito alcun elemento conoscitivo ulteriore ma ha di nuovo parlato dei costi della portaerei Cavour: portaerei commissionata nel 2000 e la cui costruzione era finalizzata a sostituire la portaerei Garibaldi e a imbarcare gli Harrier, e non gli F-35B che probabilmente non imbarcherà mai per problemi di decollo e appontaggio.
Sinistra Ecologia Libertà ritiene che le risorse della Difesa non debbano andare nell’acquisizione di nuovi sistemi di arma, ma alla tutela della sicurezza e della salute dei militari e del personale civile della Difesa, all’efficienza dei nostri mezzi armati.
Ci piacerebbe che le risorse fossero utilizzate per avviare un grande piano di bonifica degli elicotteri dell’Augusta Westland che come abbiamo appreso, da un articolo di giornale, sono pieni di amianto e sono state utilizzati dalle nostre Forze armate senza consapevolezza da parte dei nostri militari.
Il Ministro Mauro, conclude l’on. Duranti, la smetta di dare informazioni frammentarie sugli F35 e si occupi di più delle reali necessità del ministero e del suo personale civile e militare.

martedì 23 luglio 2013

Difesa: necessario cambio di strategia. Su F35 Ministro non risponde a domande

Il Ministro Mauro oggi in commissione Difesa non ha risposto alle domande di Sel sugli F35.
Lo afferma l’on. Donatella Duranti, capogruppo Sel in commissione Difesa al termine dell’audizione del Ministro della Difesa nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui sistemi d’arma.
Lo scopo dell’audizione, prosegue l’on. Duranti, era quello di fornire alla commissione Difesa elementi conoscitivi sui sistemi d’arma e sugli F35 in particolare. Abbiamo chiesto al Ministro Mauro i tempi di realizzazione, i costi effettivi, i contratti stipulati.
Il Ministro Mauro si è guardato bene dal rispondere alle nostre domande, continua la capogruppo di Sel in commissione Difesa, e non è entrato nel merito di quello che potremmo definire il più grande investimento italiano degli ultimi anni nel settore della Difesa.
Invece il Ministro ha usato la commissione per riproporre il suo pensiero e la sua impostazione: proiettabilità delle nostre forze armate sugli scenari internazionali e che la missione della Difesa è la tutela degli interessi dell’Italia. Gli F35, secondo il Ministro, rispondono a queste esigenze.

Il Ministro Mauro, come d’altronde la strana maggioranza che sostiene il governo Letta, è in piena continuità con il suo predecessore Di Paola, conclude l’on. Duranti.
Sel esprime un giudizio negativo e ritiene che sia necessario un cambio di strategia.

giovedì 11 luglio 2013

Ilva: per una svolta vera serviva più coraggio


Taranto e l’Ilva sono di straordinaria importanza non solo per la comunità ionica ma per l’intero Paese, perché chiamano in causa una diversa idea di sviluppo economico. Il decreto Ilva poteva rappresentare l’occasione per mettere a tema, compiutamente e con coraggio, la responsabilità delle imprese e il rispetto del dettato costituzionale; la responsabilità della politica, cioè la sua capacità e volontà di rispondere alle domande della collettività e di trovare soluzioni.

Questo decreto, che prevedeva il commissariamento dell’Ilva di Taranto, è stato voluto da SEL e, in particolare, dal presidente Vendola, come unica possibilità di affrontare il risanamento degli impianti e del territorio ionico senza chiudere la fabbrica, dopo le inadempienze della proprietà e della dirigenza e a seguito delle inchieste giudiziarie contro i Riva. Il decreto è entrato in Parlamento in un modo e ne è uscito peggiorato, depotenziato per rispondere alle richieste di Federacciai e di Confindustria.
Era la prima volta che si prevedeva il commissariamento per danni alla salute e all’ambiente, ma bisognava avere più coraggio, perché la comunità ionica e la comunità operaia sono colpite profondamente nel diritto prioritario alla salute e alla vita.
Avremmo voluto la divisione netta della proprietà dall’azienda, ma non sarà così perché la nomina a commissario straordinario di Bondi, uomo di fiducia dei Riva, non lo consentirà.
Era necessario avere più coraggio e operare una svolta reale, così come si aspettano i cittadini e i lavoratori di Taranto, così come richiesto anche dal presidente Vendola. La regione Puglia è stata l’unica istituzione che, in questi anni, e dopo tanti anni di assenza della politica, ha posto l’accento e l’attenzione, pur dentro competenze limitate, sul diritto prioritario alla salute con normative di legge che hanno garantito, di avere evidenze scientifiche chiare, il riesame dell’AIA, e alla magistratura di avviare le inchieste. Noi abbiamo voluto fortemente il commissariamento straordinario dell’Ilva per dividere la proprietà dall’azienda perché quella proprietà, ma anche quella dirigenza, non compissero più reati contro il diritto alla salute e il diritto all’ambiente.
Ci siamo astenuti sul decreto Ilva perché pensiamo che non sia sufficiente; è solo un primo, piccolo passo verso, la separazione dell’azienda dalla sua proprietà, un segnale per dire che la politica, così come ha fatto la regione Puglia fino ad oggi, si comincia ad occupare direttamente delle comunità interessate.  
Noi saremo attenti. Vigileremo a che le normative regionali e europee siano rispettate, e stiamo già lavorando per modificare quelle nazionali. La valutazione del danno sanitario deve entrare nelle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale, perché diversamente sarà difficile salvaguardare la salute dei cittadini.
La salute dei cittadini e dei lavoratori di Taranto è un bene prioritario; e se il Parlamento non dà risposte immediate non resta che vigilare, per fare in modo che il commissariamento straordinario, grazie anche all’impegno che noi speriamo ci metteranno il Ministro dell’ambiente e il sub commissario Ronchi, possa dare risposte concrete ai lavoratori, alla città, alla comunità tutta. 

venerdì 15 marzo 2013

Chi sono

Ho 54 anni, risiedo a Taranto e sono dipendente civile dell'Arsenale della MM. Ho ricoperto l'incarico di coordinatrice provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà di Taranto dal 2010 al 2013; sono stata eletta nella Circoscrizione Puglia; sono componente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati. Mi sono sempre occupata di politiche della pace e del lavoro.