giovedì 27 febbraio 2014

L’impegno immediato del Governo per gli ex-LSU delle scuole

Il tempo massimo è scaduto, e il nuovo Governo deve immediatamente farsi carico del futuro di queste persone con azioni concrete, non con i soliti spot sull’importanza della scuola. Mi trovo a commentare con sconcerto l’ennesimo epilogo della vicenda che coinvolge ben 24.000 lavoratori (ex LSU ed appalti storici), di cui oltre 3500 pugliesi.
Io, insieme a tutti i parlamentari del gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, da tempo mi sto muovendo affinché la situazione di questi precari venga stabilizzata nel rispetto del giusto salario e delle ore lavorative.
Con le nostre iniziative siamo riusciti ad ottenere una proroga contrattuale con scadenza al 28 febbraio, con la speranza che l’ormai vecchio Governo trovasse copertura adeguata affinché si risolvesse questa vera e propria emergenza sociale.
Così non è stato.
Qui non parliamo solo del futuro di migliaia di persone che non hanno certezza neanche del domani, ma mettiamo a rischio le condizioni di sicurezza e di pulizia degli istituti frequentati dai nostri ragazzi.

Io, insieme ai miei colleghi, farò quanto in mio potere affinché le istanze presentate dalle parti al tavolo regionale, convocato sulla vertenza Dussmann, abbiano seguito immediato, iniziando dalla convocazione del tavolo interministeriale esteso alla partecipazione delle parti sociali e delle istituzioni coinvolte, per affrontare la specifica situazione pugliese.

mercoledì 19 febbraio 2014

I fusti radioattivi dell’ex Cemerad vanno bonificati una volta per tutte

Nella giornata di ieri un servizio del Corriere della Sera ha rilanciato il grave problema che riguarda un deposito dell’ex Cemerad, nel comune di Statte, contenente migliaia di fusti radioattivi.

La vicenda, pur essendo già conosciuta in quanto risalente addirittura al 1995, assume connotati tragici soprattutto considerata la situazione di perenne emergenza sanitaria in cui riversano i territori jonici.
In questi anni si è provveduto alla caratterizzazione del sito di stoccaggio, ma si rende improcrastinabile la bonifica dello stesso con la messa in sicurezza dei fusti.
La Regione Puglia e il comune di Statte, con la caratterizzazione del sito, si sono già mossi fino al massimo consentito dalla normativa vigente.
Esattamente per questo oggi stesso, di concerto con gli altri deputati pugliesi di Sinistra Ecologia Libertà, presenterò una interrogazione al Ministro dell’Ambiente, affinché la questione assuma contorni nazionali e affinché il Governo nascente possa adoperarsi per risolvere in tempi stretti l’ennesimo scempio ambientale che si consuma sulla pelle, è proprio il caso di dirlo, dei cittadini di Statte.

giovedì 13 febbraio 2014

Istituti musicali come il Giovanni Paisiello di Taranto sono patrimonio del Paese. Indispensabile garantirne la sopravvivenza

L’istituto superiore di studi musicali «Giovanni Paisiello» di Taranto è uno dei più prestigiosi enti musicali del Paese, vanta una tradizione che risale al 1927, anno di fondazione, e rappresenta oggi la più antica scuola per la formazione musicale attiva, della regione Puglia. Con la legge 21 dicembre 1999, n. 508 «Riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati» l’istituto «Giovanni Paisiello» è stato inserito, ai sensi del comma 2 dell’articolo 2, nell’ambito del sistema dell’Afam (alta formazione artistica e musicale) del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Già dal 1945 l’istituto è finanziato dall’ente provincia di Taranto e, oggi, è il naturale punto di riferimento del sistema della formazione artistica anche dei territori limitrofi, accogliendo allievi che provengono dalle vicine regioni Basilicata e Calabria. Attualmente ospita oltre 500 alunni, i docenti, circa settanta, e i dieci lavoratori amministrativi appartengono e vengono retribuiti dall’ente locale provinciale.
Nel 2013 la provincia di Taranto ha rappresentato, a causa delle difficoltà economiche derivanti dalla riduzione dei finanziamenti agli enti locali, l’impossibilità di continuare a farsi ulteriormente carico degli oneri economici relativi al funzionamento dell’istituto e ha formalmente deliberato la richiesta di statizzazione ai sensi dell’articolo 8, comma 3, della citata legge n. 508 del 1999.

La vicenda legata all’istituto Giovanni Paisiello è legata al disegno di legge approvato in Consiglio dei ministri che riguarda l’abolizione e il superamento delle attuali province. Infatti il comma 4 dell’articolo 19 «Alta formazione artistica, musicale e coreutica» (nel decreto-legge 12 settembre 2013, n.104 «Recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca», convertito con modificazioni dalla legge 8 novembre 2013, n.128) ha previsto un ulteriore intervento di natura economica soltanto per il 2014, per cercare di rimediare alle gravi difficoltà finanziarie all’interno del processo di razionalizzazione degli Istituti superiori del tipo cui appartiene l’istituto Giovanni Paisiello.
Anche in questa legislatura, sia al Senato che alla Camera, sono stati presentati numerosi disegni di legge recanti «norme per la statizzazione (a regime) degli istituti musicali pareggiati». Ho depositato un’interrogazione, insieme a Nicola Fratoianni e Annalisa Pannarale, un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, perchè è divenuta indispensabile, a questo punto, un’iniziativa per reperire risorse straordinarie che garantiscano all’istituto Giovanni Paisiello una sussistenza piena e non aleatoria.

Questa sussistenza è stata messa in discussione dalla delibera della provincia di Taranto ed è forse arrivato il momento di concludere «l’attesa», che dura ormai dal 1999 e per oltre 15 anni, del (così definito ufficialmente) graduale processo di razionalizzazione degli Istituti superiori di studi musicali non statali ex pareggiati nell’ambito del sistema dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.