martedì 15 aprile 2014

Appalti difesa: grave situazione lavoratori pulizie marina militare Taranto. Ministra Pinotti ripristini risorse tagliando F35

La Ministra Pinotti si attivi in favore delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti di pulizie, ristorazione e manovalanza degli Enti della Marina Militare di Taranto. Centinaia di lavoratori, stanno vivendo un vero dramma occupazionale a causa della riduzione dei fondi per gli appalti sistematicamente operata dal Ministero della Difesa.
Lo afferma la deputata tarantina di Sel Donatella Duranti, capogruppo Sel in Commissione Difesa.
La situazione sta precipitando. I lavoratori e le lavoratori vivono già in una condizione fatta di incertezza lavorativa e salari bassissimi. E’ necessario un intervento della Ministra Pinotti che vada oltre i tavoli e gli incontri, assumendosi in pieno la responsabilità del ripristino delle risorse indispensabili a partire proprio dall’anello più debole rappresentato dalle lavoratrici e i lavoratori delle ditte di appalto della Difesa: i tagli si facciano guardando agli sprechi, ai privilegi dei vertici militari, alle spese per sistemi d’arma assurdi come gli F 35.

Lo chiedono a gran voce i sindacati, il Sindaco, il Vescovo, e una intera città già piegata da drammi occupazionali non più sopportabili, conclude Donatella Duranti.

Difesa: Ministra Pinotti intervenga per risolvere le problematiche dell’anello più debole

Chiedo alla Ministra Pinotti un intervento urgente in favore delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti di pulizie, ristorazione e manovalanza degli Enti della Marina Militare di Taranto. Centinaia di lavoratori, stanno vivendo l’ennesimo dramma occupazionale nella provincia di Taranto a causa della riduzione dei fondi per gli appalti sistematicamente operata dal Ministero. Già a dicembre dello scorso anno ho presentato un ordine del giorno, senza esito positivo, in occasione della discussione sulla Legge di Stabilità al fine di ottenere interventi precisi ed urgenti per non far sprofondare quelle lavoratrici e quei lavoratori in una condizione peggiore di quella che vivono da anni, fatta di incertezza lavorativa e salari bassissimi. La situazione e’ precipitata ulteriormente, ed e’ quindi necessario un intervento della Ministra che vada oltre i tavoli e gli incontri, assumendosi in pieno la responsabilità del ripristino delle risorse indispensabili.
Lo chiedono a gran voce i sindacati, il Sindaco, il Vescovo, ed una intera città già piegata da drammi occupazionali non più sopportabili.
Il Parlamento sta discutendo in questi giorni il Documento di Economia e Finanza che, secondo le parole del Presidente Renzi, dovrebbe rilanciare l’occupazione. Allo stato attuale però non ci sono elementi e provvedimenti concreti che vanno in quel senso, ma solo ennesimi annunci su una condizione di vita inaccettabile che riguarda milioni di lavoratrici e lavoratori.
Vanno trovate immediatamente le risorse finanziarie a partire proprio dall’anello più debole rappresentato dalle lavoratrici e i lavoratori delle ditte di appalto della Difesa: i tagli si facciano guardando agli sprechi, ai privilegi dei vertici militari, alle spese per sistemi d’arma assurdi come gli F 35.

Per tutto questo, durante la seduta odierna della Commissione Difesa, ho chiesto anche l’audizione, in tempi brevissimi, del Segretario Generale della Difesa per il ruolo amministrativo che gli compete.

giovedì 10 aprile 2014

Contaminazioni del Mar Piccolo di Taranto : la Marina Militare si assuma le proprie responsabilità

Nella giornata di ieri ho presentato una interrogazione al Ministro dell’Ambiente e a quello della Difesa in merito alle contaminazioni che interessano il Mar Piccolo di Taranto.
Parliamo della bonifica e della messa in sicurezza dell’area di competenza della Marina Militare, e cioè la “ex area Ip”, in riferimento all’inquinamento dell’acqua di falda e del Mar Piccolo.
Sin dal 2009, grazie alla caratterizzazione realizzata da tecnici della Regione, si è venuti a conoscenza della presenza di numerosi metalli pesanti, di policlorobifenili e di idrocarburi che mettono a serio e continuo rischio la salute dei nostri concittadini.
Per questo nel 2012 vi è stata la consegna del progetto definitivo per la messa in sicurezza di emergenza delle acque di falda, con il preciso impegno da parte della “Marigenimil” dell’avvio della programmazione finanziaria che avrebbe garantito l’avvio delle procedure per l’esecuzione delle opere entro il 2012 stesso.
Ad oggi, questo rimane un impegno non mantenuto.
La situazione è di una gravità inaccettabile, e questo è l’ennesimo sfregio sulla pelle di un territorio già martoriato da fattori inquinanti devastanti.

Il Governo, ed i Ministri di competenza, devono farsi immediatamente carico della questione iniziando dal richiamare la Marina Militare alle sue precise responsabilità.

mercoledì 9 aprile 2014

Malati SLA: Renzi incontri comitato 16 novembre. Evitare ennesima protesta schok

Il Presidente del Consiglio Renzi risponda positivamente alla lettera aperta inviatagli dal “Comitato 16 novembre”, che riunisce le Associazioni di malati sla e malattie altamente invalidanti, e incontri i rappresentanti del Comitato. La scorsa protesta ebbe un finale tragico, non vorremmo accadesse di nuovo.
Lo affermano in Aula oggi alla Camera la deputata di Sel Donatella Duranti e la capogruppo di Sel in commissione Affari Sociali Marisa Nicchi.
Va assolutamente evitato, continuano le deputate di Sel, che i malati e le loro famiglie si sottopongano, per l’ennesima volta, a una forma di lotta pesantissima per vedere soddisfatte le loro semplici richieste: no alla continua diminuzione delle risorse per la sanità e il welfare, rifinanziamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea), aumento del fondo per la non autosufficienza, riconoscimento dell’invalidita’ al 100% e dell’indennita’ di accompagnamento per patologie gravi come Sla o Sma1 e, soprattutto, ridurre del 25% i posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa), in modo da consentire ai pazienti di essere assistiti a casa, con un notevole risparmio per le casse dello Stato.

Il welfare, le politiche sociali, la sanità non sono costi da tagliare ma buoni investimenti per ridurre le disuguaglianze. Le problematiche e i temi che il “Comitato 16 novembre” porta avanti da anni attengono a diritti fondamentali che dovrebbero avere sempre la massima priorità. L’eventuale silenzio, concludono le deputate di Sel Duranti e Nicchi, equivarrebbe a una mancanza di rispetto e di attenzione verso chi soffre. E questo non sarebbe tollerabile.

martedì 8 aprile 2014

Liberare le Aree Protette dalle Servitù Militari

Questa mattina, presso la Commissione Difesa della Camera dei Deputati, si è tenuta l’audizione del Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico.
L’audizione si è svolta nell’ambito della indagine conoscitiva sulle servitù militari, ed è stata mia iniziativa coinvolgere nella discussione i presidenti dei Parchi e delle aree protette iniziando proprio da quello dell’Alta Murgia, in occasione anche del decennale della sua istituzione.
Tengo a ricordare come le Aree Protette (di cui siamo leader in Europa) siano una risorsa preziosa per il Paese, sia perché producono il 3,2 % della ricchezza nazionale ma soprattutto perché tutelano un patrimonio unico e sono volano per il rilancio delle economie locali, dall’agricoltura all’allevamento sino all’artigianato ed al turismo.
Ed è proprio per questi motivi che ritengo incompatibile la presenza su queste aree dei poligoni di tiro che comportano molto spesso esercitazioni a fuoco, trovandomi in piena sintonia con quanto espresso dal Presidente Veronico in audizione, il quale ha altresì richiesto un interessamento diretto del Parlamento, e della Ministra Pinotti, sulla questione.
Per queste ragioni quindi intendo presentare, nei prossimi giorni, una proposta di legge volta a modificare l’articolo 357 del codice di ordinamento militare che autorizza appunto l’esistenza dei poligoni di tiro anche su aree di interesse naturale.
Non possiamo più derogare, in nessun modo, alla tutela ed alla salvaguardia dei nostri ecosistemi particolari.

Servitù militari: incompatibile poligono dentro Parco Nazionale Alta Murgia

Presentata PDL modifica codice ordinamento militare.
E’ incompatibile con la tutela dell’ambiente la presenza di un poligono miltare di tiro all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, il parlamento e la Ministra Pinotti dovrebbero occuparsi del caso. Sel ha presentato una proposta di legge per modificare codice ordinamento militare per risolvere il caso.
Lo afferma la deputata pugliese di Sel Donatella Duranti, capogruppo in Commissione Difesa, commentando l’audizione del Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle servitu’ militari.
Le Aree naturali Protette, di cui l’Italia e’ leader in Europa, producono il 3,2 % della ricchezza nazionale, tutelano un patrimonio unico e sono un volano per il rilancio delle economie locali, dall’agricoltura all’allevamento, dall’artigianato al turismo. Una risorsa preziosa per il Paese.

E’ quindi impensabile che in un Parco nazionale si possano testare armi, pezzi di artiglieria o carri armati. In occasione del decennale dell’istituzione del Parco nazionale dell’Alta Murgia, ho presentato una proposta di legge di modifica dell’articolo 357 del codice di ordinamento militare che autorizza l’esistenza dei poligoni di tiro anche su aree di interesse naturale. Non si può più derogare, in nessun modo, conclude Duranti, alla tutela ed alla salvaguardia dei nostri ecosistemi particolari.

giovedì 3 aprile 2014

Ilva: attuare Piano ambientale, Taranto non può perdere altro tempo. Lettera aperta a Ministro Ambiente

Nonostante siano trascorsi venti giorni dall’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, il DPCM con il Piano ambientale elaborato sulla base del lavoro del Comitato di tre esperti e delle osservazioni pervenute da parte della Regione Puglia e del Commissario straordinario dell’ILVA non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. I cittadini di Taranto non possono più attendere nuovi ritardi, il governo dia attuazione ai piani ambientale e industriale.
Lo scrivono i deputati di Sel on. Donatella Duranti, on. Alessandro Zan, on. Filiberto Zaratti, on. Serena Pellegrino, on. Nicola Fratoianni, on. Toni Matarrelli, on. Annalisa Pannarale e on. Arcangelo Sannicandro nella lettera aperta al Ministro dell’Ambiente Galletti sull’ILVA di Taranto.
Già il Governo ha approvato in ritardo, rispetto agli obblighi di legge, il Piano ambientale, prosegue la lettera al Ministro Galletti, e, questo ennesimo ulteriore, differimento dei tempi contrasta con la necessità di uscire con urgenza e al più presto dalla profonda emergenza sanitaria, ambientale e industriale dell’area tarantina. La certezza dei tempi di attuazione degli interventi previsti dall’Aia e la verifica dell’efficacia delle misure adottate, costituiscono una priorità assoluta.
Il Piano ambientale, scrivono i deputati di Sel, è indispensabile per approvare il Piano industriale, che consente la continuazione dell’attività produttiva nel rispetto delle prescrizioni di tutela ambientale, sanitaria e di sicurezza. Piano industriale anch’esso ancora allo stato di elaborazione.

Non è più possibile aspettare altro tempo, concludono i deputati di Sel, il Ministro e il Commissario Bondi si attivino per rendere operativi i Piani e informino il Parlamento. Non lo chiede Sel, ma la città di Taranto.