Il
Presidente del Consiglio Renzi risponda positivamente alla lettera aperta
inviatagli dal “Comitato 16 novembre”, che riunisce le Associazioni di malati
sla e malattie altamente invalidanti, e incontri i rappresentanti del Comitato.
La scorsa protesta ebbe un finale tragico, non vorremmo accadesse di nuovo.
Lo affermano
in Aula oggi alla Camera la deputata di Sel Donatella Duranti e la capogruppo
di Sel in commissione Affari Sociali Marisa Nicchi.
Va
assolutamente evitato, continuano le deputate di Sel, che i malati e le loro
famiglie si sottopongano, per l’ennesima volta, a una forma di lotta
pesantissima per vedere soddisfatte le loro semplici richieste: no alla
continua diminuzione delle risorse per la sanità e il welfare, rifinanziamento
dei livelli essenziali di assistenza (Lea), aumento del fondo per la non
autosufficienza, riconoscimento dell’invalidita’ al 100% e dell’indennita’ di
accompagnamento per patologie gravi come Sla o Sma1 e, soprattutto, ridurre del
25% i posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa), in modo da
consentire ai pazienti di essere assistiti a casa, con un notevole risparmio
per le casse dello Stato.
Il welfare, le
politiche sociali, la sanità non sono costi da tagliare ma buoni investimenti
per ridurre le disuguaglianze. Le problematiche e i temi che il “Comitato 16
novembre” porta avanti da anni attengono a diritti fondamentali che dovrebbero
avere sempre la massima priorità. L’eventuale silenzio, concludono le deputate
di Sel Duranti e Nicchi, equivarrebbe a una mancanza di rispetto e di
attenzione verso chi soffre. E questo non sarebbe tollerabile.
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