giovedì 4 dicembre 2014

Difesa, non si posso acquistare nuove navi militari

Come Sinistra Ecologia Libertà in Commissione Difesa abbiamo espresso la nostra contrarietà all’acquisto di nuove navi, peraltro a carico del Ministero dello Sviluppo Economico e non della Difesa. Non si possono spendere in questo momento di crisi per il nostro Paese 5,4 miliardi di euro per i prossimi anni. Ma l’Italia con l’acquisto di tutte queste navi e dei caccia F35 ha deciso di dichiarare guerra a qualcuno?

Le nuove 10 Fregate previste nel programma, la cui grandezza e dotazione d’arma non rispondono all’esigenza di soccorso dei migranti ed alla salvaguardia delle vite umane, sono vere e proprie navi da guerra che, insieme al programma Fremm e ai nuovi sommergibili, trasformeranno la nostra Marina Militare in quella dotata di maggiore capacità offensiva d’Europa. La ministra Pinotti da mesi ci dice che sarà il libro bianco della difesa a fissare gli obiettivi. Fino ad ora però del libro bianco nessuna notizia mentre continuano gli acquisti. Va assolutamente evitato di assecondare le voglie di rafforzamento militare, in ottica da grande potenza militare, degli Stati maggiori della Difesa delle diverse Forze armate. È la politica che definisce il ruolo del nostro Paese non i generali.

martedì 2 dicembre 2014

Ilva di Taranto, bene l’ipotesi di un intervento pubblico

Bene il Premier Renzi sulla possibilità di un intervento pubblico per il siderurgico Ilva di Taranto. E’ una proposta avanzata da Sel ed è una possibile soluzione alla gravissima situazione sanitaria, ambientale ed economica della provincia jonica. Bisogna però fare molta attenzione non essendo tollerabile un’operazione sulla falsariga di quella che ha portato alla vendita di Alitalia. Non è possibile continuare a giocare sulla pelle dei tarantini.
L’intervento pubblico deve servire al risanamento, comprensivo ed attuativo di tutte le prescrizioni Aia, e deve definire a monte le risorse da utilizzare, prevedendo l’effettivo sblocco dei fondi sequestrati alla proprietà Riva e l’esclusione di qualsiasi coinvolgimento della famiglia stessa. Poi si potrebbe seguire un nuovo modello di governance sull’esempio tedesco con la creazione del “Consiglio di sorveglianza”: un consiglio, operativo e riconosciuto, composto dalle rappresentanze di azienda e dei lavoratori oltre che da rappresentanze di tutti i cosiddetti “portatori di interesse”, quali Comune, Regione, Arpa e le associazioni ambientaliste. Una innovazione senza pari. Cambiare verso alle politiche aziendali ed ai rapporti di forza interni è il vero governo del cambiamento.