giovedì 22 gennaio 2015

Taranto, certezze ai lavoratori dei servizi degli Enti della Difesa

Leggo con preoccupazione le notizie che riguardano le lavoratrici ed i lavoratori dei servizi di manovalanza, pulizie e ristorazione degli Enti della Difesa della città di Taranto e provincia che hanno proclamato lo stato di agitazione in seguito alla ennesima ed inaccettabile riduzione delle risorse finanziarie destinate agli appalti esternalizzati. Esprimo la mia disapprovazione rispetto a ciò che sta accadendo e oggi stesso presenterò un’interrogazione al Ministro della Difesa per chiedere conto degli impegni assunti e, ad ora, non rispettati, in occasione dell’approvazione dell’ultima legge di Bilancio.
Il 13 novembre scorso infatti, in Commissione Bilancio, è stato approvato un mio emendamento che prevede uno stanziamento ulteriore per il 2015 di 500 mila euro per tutti questi contratti di appalto.
Nonostante ciò, e nonostante il parere favorevole e l’impegno preciso del viceministro Morando, per i servizi di pulizia e sanificazione della provincia jonica è stata prevista una riduzione del 10 %, che comporterà una ulteriore riduzione degli orari contrattuali dei 144 lavoratori dipendenti già in regime di part-time e già colpiti nel maggio scorso da una decurtazione del 60% del monte ore.

Per quanto riguarda i lavoratori degli appalti di manovalanza, che hanno visto negli anni decurtate le risorse finanziarie di oltre il 50% invece, non è stata previsto alcun aumento di fondi rispetto al 2014. Così facendo, le oltre 40 persone impiegate continueranno nel loro calvario precario che li vede collocati con un contratto a chiamata e salari bassissimi, che garantisce appena fra le 40 e le 70 ore mensili, con picchi a volte molto più bassi. È necessario che la Difesa e il Governo, dopo aver riconosciuto la necessità di aumentare le risorse destinate a questi lavoratori e a queste lavoratrici con l’approvazione dell’emendamento al Bilancio, pongano al più presto rimedio ad una situazione inaccettabile socialmente e che pesa negativamente sul corretto funzionamento delle strutture della Difesa.

martedì 13 gennaio 2015

Teleperformance, a Taranto in 2000 sotto ricatto

Riteniamo intollerabile la situazione di ricatto sotto cui si ritrovano, ad anno appena iniziato, le lavoratrici e i lavoratori della Teleperformance di Taranto.

Il 30 giugno prossimo infatti scadrà l’accordo firmato nel 2013 con cui si rilanciava l’attività della azienda, riducendo il costo del lavoro e revocando oltre 800 esuberi.
A quel punto, anche a causa del combinato disposto di Jobs Act e legge di stabilità ed all’aumento del costo del lavoro previsto nell’ordine del 12%, ci sarà il concreto rischio di una richiesta di esubero per le oltre 2000 lavoratrici e lavoratori impiegati direttamente.
Con Sinistra Ecologia Libertà seguiamo la vertenza della Teleperformance dal 2013, in particolare con una interrogazione ( alla quale non abbiamo ancora avuto risposta, nonostante numerose sollecitazioni) e con una mozione al Ministro dello Sviluppo Economico con cui chiedevamo degli interventi immediati per risolvere in via definitiva tutte le problematiche legate ai call center. Partendo dalla piaga del “minimo ribasso”, dalla diffusa e capillare presenza di centri abusivi nella provincia di Taranto ed arrivando alle continue minacce di delocalizzazione da parte dei vertici aziendali.
Fra sei mesi rischiamo quindi seriamente di ritrovarci sul baratro della disoccupazione per un numero incredibile di famiglie, così come denunciato ieri da Andrea Lumino, segretario SLC CGIL ionica e da Giuseppe Massafra, segretario provinciale CGIL Taranto.
Il 15 gennaio si terrà al Mise l’ennesimo tavolo sulla vertenza in oggetto, dopo che tutti gli altri hanno partorito molto spesso soluzioni temporanee e raffazzonate.
È arrivato il momento di prendere seriamente in mano la situazione, dando una risposta chiara e definitiva a tutte le donne e gli uomini che vedono ogni sei mesi il loro futuro in bilico.
La nostra parte la abbiamo sempre fatta, e continueremo a farla con tutti gli strumenti a nostra disposizione, in tutela dei lavoratori.
Ci auguriamo ci sia una presa di responsabilità identica da parte di tutti gli altri partiti, con particolare riferimento a quelli che compongono la strana maggioranza che guida il nostro Paese, che a parole esprimono continuamente solidarietà ma alla prova dei fatti troppo spesso concludono poco, o nulla.