Leggo con
preoccupazione le notizie che riguardano le lavoratrici ed i lavoratori dei
servizi di manovalanza, pulizie e ristorazione degli Enti della Difesa della
città di Taranto e provincia che hanno proclamato lo stato di agitazione in
seguito alla ennesima ed inaccettabile riduzione delle risorse finanziarie
destinate agli appalti esternalizzati. Esprimo la mia disapprovazione rispetto
a ciò che sta accadendo e oggi stesso presenterò un’interrogazione al Ministro
della Difesa per chiedere conto degli impegni assunti e, ad ora, non
rispettati, in occasione dell’approvazione dell’ultima legge di Bilancio.
Il 13
novembre scorso infatti, in Commissione Bilancio, è stato approvato un mio
emendamento che prevede uno stanziamento ulteriore per il 2015 di 500 mila euro
per tutti questi contratti di appalto.
Nonostante
ciò, e nonostante il parere favorevole e l’impegno preciso del viceministro
Morando, per i servizi di pulizia e sanificazione della provincia jonica è
stata prevista una riduzione del 10 %, che comporterà una ulteriore riduzione
degli orari contrattuali dei 144 lavoratori dipendenti già in regime di
part-time e già colpiti nel maggio scorso da una decurtazione del 60% del monte
ore.
Per quanto
riguarda i lavoratori degli appalti di manovalanza, che hanno visto negli anni
decurtate le risorse finanziarie di oltre il 50% invece, non è stata previsto
alcun aumento di fondi rispetto al 2014. Così facendo, le oltre 40 persone
impiegate continueranno nel loro calvario precario che li vede collocati con un
contratto a chiamata e salari bassissimi, che garantisce appena fra le 40 e le
70 ore mensili, con picchi a volte molto più bassi. È necessario che la Difesa
e il Governo, dopo aver riconosciuto la necessità di aumentare le risorse
destinate a questi lavoratori e a queste lavoratrici con l’approvazione
dell’emendamento al Bilancio, pongano al più presto rimedio ad una situazione
inaccettabile socialmente e che pesa negativamente sul corretto funzionamento
delle strutture della Difesa.
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