giovedì 19 giugno 2014

Difesa: inaccettabile la posizione del Consiglio Supremo di Difesa

Non è la prima volta che il Consiglio Supremo di Difesa entra a gamba tesa contro il Parlamento sulle questioni che riguardano le spese militari e la politica di difesa ribadendo il suo punto di vista: il Governo deve procedere alla stesura del Libro Bianco in totale autonomia, lasciando ai due rami del Parlamento solamente l’eventualità di esprimere valutazioni e/o suggerimenti. Questo per noi è inaccettabile.
Il libro bianco non è di proprietà del Governo, o degli Stati Maggiori ma uno strumento richiesto, sin dall’inizio della legislatura, dai parlamentari che hanno rivendicato la centralità delle Camere nel produrre le linee guida della politica di difesa e degli armamenti. Centralità che si è concretizzata anche con l’indagine conoscitiva sugli armamenti, da cui non si può prescindere nella valutazione delle scelte future in materia di difesa e di spese militari.

Quella delle Forze Armate è una riforma che non può essere lasciata alla sola responsabilità e iniziativa del Governo e degli Stati Maggiori, ma deve essere potestà del Parlamento.

martedì 17 giugno 2014

Immigrazione: sistema di accoglienza al collasso. Istituzioni locali lasciate sole. Intervenga Alfano

Lettera a Laura Boldrini
Da giorni l’area jonica pugliese, in particolare Taranto, sta gestendo l’accoglienza di numerosi profughi nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. Le operazioni di accoglienza, che hanno visto la mobilitazione di numerosi volontari, scontano tutte le difficoltà connesse all’elevato numero di profughi e alla carenza di strutture.
L’emergenza cui è chiamato il territorio pugliese, lungi dall’avere il carattere dell’eccezionalità, in realtà è “strutturale” vista la mole di arrivi, e’ di fatto lasciata solo ed esclusivamente alle istituzioni locali e alle strutture del volontariato, seppur con un supporto del sistema della protezione civile regionale e del servizio sanitario regionale. Vista la grave carenza di strutture per un’accoglienza ed un’assistenza adeguata, è particolarmente preoccupante l’ipotesi, che il Governo starebbe valutando, di fare del porto di Taranto l’unico “hub” di accoglienza del Mezzogiorno.
Per evitare il collasso del sistema di accoglienza pugliese, sarebbe invece necessario supportare il territorio di risorse umane e finanziarie maggiori rispetto a quelle oggi disponibili, nonché individuare immediatamente altri porti-hub che consentano una gestione sostenibile e distribuita degli arrivi.
Abbiamo inviato una lettera alla Presidente della Camera Laura Boldrini, per chiederle un impegno urgente affinchè il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, venga a riferire al più presto in Aula rispetto alla gestione delle politiche di accoglienza e alle iniziative da intraprendere nel territorio pugliese rispetto delle convenzioni internazionali sul tema.
Donatella Duranti, Annalisa Pannarale

Immigrazione: Interpellanza al Ministro Alfano circa gli sbarchi di migranti a Taranto

Ecco il testo della Interpellanza con cui interrogo il Ministro Alfano circa gli sbarchi di migranti a Taranto :
Atto Camera
Interpellanza 2-00577
Venerdì 13 giugno 2014, seduta n. 245


I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’interno, per sapere – premesso che:
nei giorni scorsi, anche per le condizioni favorevoli del mare e del clima estivo, l’area jonica, in particolare Taranto, ha dovuto gestire l’accoglienza di numerosi profughi, quasi 3000 persone, tra uomini, donne e minori, provenienti per lo più dalla Siria, Somalia Africa Sub-Sahariana;
gli arrivi, tramite la nave San Giorgio – concentratisi, peraltro, in pochissimi giorni sono ricollegati all’operazione «Mare Nostrum», e hanno visto la mobilitazione di volontari impegnati ad ospitare, sfamare e curare persone disperate che fuggono da miseria e povertà, con tutte le difficoltà connesse all’elevato numero di profughi e alla carenza di strutture per gestirlo;
non solo Taranto, ma anche Grottaglie e Martina Franca, hanno offerto un’immediata risposta solidale per assicurare un’accoglienza più degna possibile – nonostante le difficoltà nelle quali si son trovati ad operare – con particolare impegno non solo dell’amministrazione, ma soprattutto dei volontari di associazioni presenti sul luogo;
la situazione è particolarmente delicata in primis in relazione all’aspetto sanitario: sono numerosi: casi di scabbia, malaria, varicella. In aiuto ai medici ed infermieri del 118, si son resi disponibili colleghi in turno di riposo e volontari;
l’emergenza cui è chiamato il territorio pugliese, lungi dall’avere i caratteri dell’eccezionalità, pare aver assunto un carattere «strutturale», cui il territorio non può continuare a far fronte, paventandosi un vero e proprio collasso del sistema di accoglienza;
basti pensare che sarebbero presenti circa 60 minori non accompagnati rispetto ai quali, a causa del collasso delle strutture di accoglienza per minori le misure previste dalla normativa in tema sono state avviate con notevole ritardo, mentre la loro custodia è stata garantita con standard molto al di sotto di quella prevista dalla normativa vigente;
inoltre, si diffondono voci, non verificate in città, tese a creare allarme su atti di violenza commessi all’interno di strutture non adeguatamente vigilate, situazione rispetto alla quale la polizia del luogo, in assenza di direttive specifiche, non può garantire presenza e intervento;
in tale ottica appare particolarmente preoccupante l’ipotesi, che il Governo starebbe valutando, di fare del porto di Taranto l’unico «hub» di accoglienza, tanto più in considerazione della grave carenza di strutture che consentano un’assistenza adeguata;
la gestione dell’arrivo e dall’accoglienza di così tanti migranti parrebbe quindi solo a carico delle istituzioni locali, nonché delle strutture del volontariato – seppur con un supporto del sistema della protezione civile regionale e del servizio sanitario regionale – che stanno mettendo in campo uno slancio solidale senza limiti;
come evidente, la situazione richiede un immediato ripensamento della strategia nazionale intrapresa, soprattutto se il fenomeno dovesse prolungarsi ancora per molto tempo;
ferma restando la generosa disponibilità dei tarantini, e più in generale dei pugliesi, sarebbe quindi necessario individuare immediatamente, prima del collasso, altri porti-hub che consentano una gestione sostenibile e distribuita degli arrivi, come anche supportare il territorio di risorse umane e finanziarie decisamente più idonee rispetto a quelle oggi disponibili;
al fine di assicurare il rispetto delle condizioni di dignità umana, vi è in particolare anche la necessità di rendere disponibili strutture in grado di ospitare un alto numero di persone e pronte all’utilizzo, quali ad esempio strutture militari usate per l’addestramento dei militari di leva, oggi in disuso;
ad avviso degli interpellanti, il Governo non può rimanere indifferente rispetto alla necessità di interventi connessi alle operazioni di salvataggio e, più in generale, al rispetto delle convenzioni internazionali sul tema dell’accoglienza –:
quali siano le informazioni e gli orientamenti del Ministro circa quanto riferito in premessa e, in particolare, rispetto ad interventi urgenti e indispensabili, anche a seguito di quanto ha avuto luogo negli ultimi giorni nel tarantino rispetto alla gestione dei massicci arrivi di profughi, ai fini di un’accoglienza degli stessi che sia dignitosa e rispettosa dei diritti umani;
se il Ministro interpellato sia realmente intenzionato a rendere il porto di Taranto un hub di accoglienza e, in caso affermativo, come ritenga di riorganizzare l’intero sistema di gestione dell’accoglienza sul territorio per renderlo adeguato all’emergenza in corso. 

mercoledì 11 giugno 2014

Difesa: inaccettabile mancato coinvolgimento parlamentari a conferenza nazionale su servitù militari

E’ assolutamente inconcepibile che il Governo abbia organizzato – dopo più di trent’anni – la Seconda conferenza nazionale sulle servitù militari escludendo dai suoi lavori i parlamentari italiani. Ed e’ inoltre inaccettabile, come fatto dalla Ministra Pinotti, declassare la conferenza a mera “iniziativa tecnica”, date le enormi implicazioni in materia ambientale, sanitaria, economica e sociale.
La Commissione Difesa sta conducendo da mesi un’indagine sulle servitù militari che ha evidenziato tutte le contraddizioni che segnano questa tematica e non possiamo che ritenere offensiva la posizione di chiusura del Governo, fatto che parrebbe alludere ad accordi già definiti con lo Stato Maggiore della Difesa per mantenere lo status quo e concedere ai territori solamente le briciole.

Auspichiamo un ripensamento del Ministro della Difesa Pinotti e del Governo e ci auguriamo che la questione possa essere affrontata nella sua collocazione più naturale per un Paese democratico: quella della massima partecipazione e del massimo coinvolgimento nel dibattito.

venerdì 6 giugno 2014

Lavoro: Il Governo intervenga per salvaguardare i trasportatori della raffineria ENI di Taranto

Ho depositato una interrogazione parlamentare, insieme ai miei colleghi pugliesi, in modo da chieder conto direttamente al Ministro dello Sviluppo Economico Guidi della vicenda relativa alla vertenza dei trasportatori di carburante della raffineria Eni di Taranto del consorzio TLS, durante il prossimo Question Time in Aula.
Il piano di riorganizzazione previsto dalla Raffineria per il 2014 incide pesantemente sul nostro territorio, già vessato da fin troppe situazioni analoghe, portando il 50 % delle commesse fuori dai confini regionali.
Parliamo di centinaia di lavoratori addetti al trasporto che coprono una vasta area tra Puglia, Basilicata e parte di Campania e Basilicata, con partenze giornaliere di oltre 200 cisterne. In questi giorni ci sono stati diversi tentavi, portati avanti anche dalla Prefettura di Taranto di concerto con il Comune, volti a mediare le posizioni della proprietà con quelle del consorzio TLS.
Allo stato attuale, purtroppo, le trattative si sono arenate nonostante la disponibilità ad un “giusto compromesso” mostrata dai trasportatori. Disponibilità che si è scontrata contro il muro della dirigenza che ha portato avanti la linea dura, mettendo a serio rischio diversi posti di lavoro.
Il Governo deve farsi garante della stabilità del reddito delle oltre duecento famiglie della provincia Jonica che in questi giorni vedono in bilico il proprio futuro, richiamando la neo Presidente Eni, Emma Marcegaglia, ad una precisa assunzione di responsabilità. Sarebbe l’ennesima volta che si gioca sulla pelle dei nostri concittadini, scaricati in nome del maggior profitto possibile.

A loro va tutta la mia solidarietà, ed a loro garantisco tutto il mio impegno affinché ci sia la giusta soluzione nel più breve tempo possibile.