E’
assolutamente inconcepibile che il Governo abbia organizzato – dopo più di
trent’anni – la Seconda conferenza nazionale sulle servitù militari escludendo
dai suoi lavori i parlamentari italiani. Ed e’ inoltre inaccettabile, come
fatto dalla Ministra Pinotti, declassare la conferenza a mera “iniziativa
tecnica”, date le enormi implicazioni in materia ambientale, sanitaria,
economica e sociale.
La
Commissione Difesa sta conducendo da mesi un’indagine sulle servitù militari
che ha evidenziato tutte le contraddizioni che segnano questa tematica e non
possiamo che ritenere offensiva la posizione di chiusura del Governo, fatto che
parrebbe alludere ad accordi già definiti con lo Stato Maggiore della Difesa
per mantenere lo status quo e concedere ai territori solamente le briciole.
Auspichiamo
un ripensamento del Ministro della Difesa Pinotti e del Governo e ci auguriamo
che la questione possa essere affrontata nella sua collocazione più naturale
per un Paese democratico: quella della massima partecipazione e del massimo
coinvolgimento nel dibattito.
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