Mentre
spirano venti di guerra e si moltiplicano gli appelli per impedire un nuovo
conflitto in Libia il nostro Paese continua la corsa al riarmo sotto l’occhio
vigile della ministra Pinotti che, dismessi i panni della no global di Porto
Alegre, ormai indossa l’elmetto. Le notizie che vengono dagli Usa sulla
conferma dell’acquisto di tutto il pacchetto F35 e del via libera all’acquisto
della tecnologia dei droni armati “Predator” ne sono l’esempio più eclatante.
La ministra Pinotti continua ad armare il Paese senza tenere conto del
Parlamento come nel caso degli F35, o addirittura senza informarlo, vedi droni
Predator. Il tutto mentre aspettiamo impazienti il fantomatico Libro Bianco che
dovrebbe definire la politica di difesa e lo strumento militare di cui l’Italia
si dovrebbe dotare.
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mercoledì 18 febbraio 2015
giovedì 4 dicembre 2014
Difesa, non si posso acquistare nuove navi militari
Come
Sinistra Ecologia Libertà in Commissione Difesa abbiamo espresso la nostra
contrarietà all’acquisto di nuove navi, peraltro a carico del Ministero dello
Sviluppo Economico e non della Difesa. Non si possono spendere in questo
momento di crisi per il nostro Paese 5,4 miliardi di euro per i prossimi anni.
Ma l’Italia con l’acquisto di tutte queste navi e dei caccia F35 ha deciso di
dichiarare guerra a qualcuno?
Le nuove 10
Fregate previste nel programma, la cui grandezza e dotazione d’arma non
rispondono all’esigenza di soccorso dei migranti ed alla salvaguardia delle
vite umane, sono vere e proprie navi da guerra che, insieme al programma Fremm
e ai nuovi sommergibili, trasformeranno la nostra Marina Militare in quella
dotata di maggiore capacità offensiva d’Europa. La ministra Pinotti da mesi ci
dice che sarà il libro bianco della difesa a fissare gli obiettivi. Fino ad ora
però del libro bianco nessuna notizia mentre continuano gli acquisti. Va
assolutamente evitato di assecondare le voglie di rafforzamento militare, in
ottica da grande potenza militare, degli Stati maggiori della Difesa delle
diverse Forze armate. È la politica che definisce il ruolo del nostro Paese non
i generali.
giovedì 13 novembre 2014
Legge di bilancio, aumentati fondi per i servizi della Difesa
Oggi in V°
Commissione è stato approvato un emendamento alla Legge di Bilancio, a mia
prima firma, che puntava a ripristinare le risorse per i contratti di appalto
per i servizi di manovalanza, pulizie e ristorazione degli Enti della Difesa,
con riferimento particolare alla provincia jonica.
Con il mio testo si prevedeva uno stanziamento aggiuntivo di un milione di euro
annui per il 2015, 2016 ed il 2017.
Il Governo lo ha accolto, modificando però il testo con la previsione di uno
stanziamento di 500 mila euro solo per il 2015.
Mi ritengo, quindi, parzialmente soddisfatta perché quella del Governo non è
una risposta completa e lungimirante, tuttavia rappresenta una base di partenza
per raggiungere l’obiettivo preposto, e cioè quello del reperimento dei fondi
per il triennio 2015-2017, e l’inversione di una tendenza ai tagli delle
risorse che avevano messo a rischio le condizioni di vita di molti lavoratori.
Si tratterà, nei prossimi mesi a partire da gennaio del 2015, di vigilare
affinché quei fondi siano destinati prioritariamente ai lavoratori degli Enti
della Difesa del territorio jonico.
giovedì 23 ottobre 2014
Torre Veneri, silenzio del governo sulle esercitazioni militari
Come già
denunciato da varie associazioni, a Torre Veneri insiste un poligono militare
dove quotidianamente, e secondo un calendario fittissimo, si svolgono
esercitazioni con spari a ridosso della spiaggia e dell’area protetta di grande
interesse naturalistico. Oltre al disagio arrecato agli abitanti della zona,
molte esercitazioni avvengono in orari notturni, la spiaggia ed il mare
risultano piene di ogive e residui delle esplosioni che rischiano di impattare
e distruggere l’ecosistema. Già la Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta che
ha dimostrato in maniera univoca una condizione di grave inquinamento della
zona. Tutto questo non è ammissibile, i ministri Pinotti e Galletti
interrompano immediatamente le esercitazioni militari Nato “Eagle Joker 14”
iniziate il 14 ottobre nell’area addestrativa del Poligono di Torre Veneri in
provincia di Lecce e verifichino i rischi per la popolazione e per l’ambiente.
Non si può accettare che per far esercitare i militari si comprometta un
territorio che invece andrebbe valorizzato per le sue bellezze naturali e
paesaggistiche.
giovedì 11 settembre 2014
Isis, dove sono le garanzie sulle armi fornite ai curdi?
Il governo
non è in grado di dare nessuna garanzia sulla trasparenza e sul percorso che le
armi italiane faranno per arrivare alle popolazioni curde dell’Iraq. Sel,
contraria all’invio di questo armamento, ritiene necessario che il Parlamento
verifichi e controlli questa operazione visto che esiste un concreto rischio di
“sviamento” di queste armi. La scarsa affidabilità del governo iracheno non fa
che rafforzare questo rischio.
Oggi in
commissione il sottosegretario alla Difesa rispondendo ad una interrogazione di
Sel ha dato conto solo dei passaggi amministrativi tra il nostro governo e
quello iracheno senza dare nessuna garanzia sul percorso e sul reale esito
dell’operazione. Inoltre il tempo trascorso tra l’annuncio dell’invio e i
successivi passaggi è stato molto lungo e poco trasparente. Il Parlamento
italiano, le commissioni Difesa ed Esteri, devono essere messe nelle condizioni
di vigilare.
giovedì 19 giugno 2014
Difesa: inaccettabile la posizione del Consiglio Supremo di Difesa
Non è la
prima volta che il Consiglio Supremo di Difesa entra a gamba tesa contro il
Parlamento sulle questioni che riguardano le spese militari e la politica di
difesa ribadendo il suo punto di vista: il Governo deve procedere alla stesura
del Libro Bianco in totale autonomia, lasciando ai due rami del Parlamento
solamente l’eventualità di esprimere valutazioni e/o suggerimenti. Questo per
noi è inaccettabile.
Il libro
bianco non è di proprietà del Governo, o degli Stati Maggiori ma uno strumento
richiesto, sin dall’inizio della legislatura, dai parlamentari che hanno
rivendicato la centralità delle Camere nel produrre le linee guida della
politica di difesa e degli armamenti. Centralità che si è concretizzata anche
con l’indagine conoscitiva sugli armamenti, da cui non si può prescindere nella
valutazione delle scelte future in materia di difesa e di spese militari.
Quella delle
Forze Armate è una riforma che non può essere lasciata alla sola responsabilità
e iniziativa del Governo e degli Stati Maggiori, ma deve essere potestà del
Parlamento.
mercoledì 11 giugno 2014
Difesa: inaccettabile mancato coinvolgimento parlamentari a conferenza nazionale su servitù militari
E’
assolutamente inconcepibile che il Governo abbia organizzato – dopo più di
trent’anni – la Seconda conferenza nazionale sulle servitù militari escludendo
dai suoi lavori i parlamentari italiani. Ed e’ inoltre inaccettabile, come
fatto dalla Ministra Pinotti, declassare la conferenza a mera “iniziativa
tecnica”, date le enormi implicazioni in materia ambientale, sanitaria,
economica e sociale.
La
Commissione Difesa sta conducendo da mesi un’indagine sulle servitù militari
che ha evidenziato tutte le contraddizioni che segnano questa tematica e non
possiamo che ritenere offensiva la posizione di chiusura del Governo, fatto che
parrebbe alludere ad accordi già definiti con lo Stato Maggiore della Difesa
per mantenere lo status quo e concedere ai territori solamente le briciole.
Auspichiamo
un ripensamento del Ministro della Difesa Pinotti e del Governo e ci auguriamo
che la questione possa essere affrontata nella sua collocazione più naturale
per un Paese democratico: quella della massima partecipazione e del massimo
coinvolgimento nel dibattito.
martedì 8 aprile 2014
Liberare le Aree Protette dalle Servitù Militari
Questa
mattina, presso la Commissione Difesa della Camera dei Deputati, si è tenuta
l’audizione del Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare
Veronico.
L’audizione si è svolta nell’ambito della indagine conoscitiva sulle servitù
militari, ed è stata mia iniziativa coinvolgere nella discussione i presidenti
dei Parchi e delle aree protette iniziando proprio da quello dell’Alta Murgia,
in occasione anche del decennale della sua istituzione.
Tengo a ricordare come le Aree Protette (di cui siamo leader in Europa) siano
una risorsa preziosa per il Paese, sia perché producono il 3,2 % della
ricchezza nazionale ma soprattutto perché tutelano un patrimonio unico e sono
volano per il rilancio delle economie locali, dall’agricoltura all’allevamento
sino all’artigianato ed al turismo.
Ed è proprio per questi motivi che ritengo incompatibile la presenza su queste
aree dei poligoni di tiro che comportano molto spesso esercitazioni a fuoco,
trovandomi in piena sintonia con quanto espresso dal Presidente Veronico in
audizione, il quale ha altresì richiesto un interessamento diretto del
Parlamento, e della Ministra Pinotti, sulla questione.
Per queste ragioni quindi intendo presentare, nei prossimi giorni, una proposta
di legge volta a modificare l’articolo 357 del codice di ordinamento militare
che autorizza appunto l’esistenza dei poligoni di tiro anche su aree di
interesse naturale.
Non possiamo più derogare, in nessun modo, alla tutela ed alla salvaguardia dei
nostri ecosistemi particolari.
Servitù militari: incompatibile poligono dentro Parco Nazionale Alta Murgia
Presentata
PDL modifica codice ordinamento militare.
E’
incompatibile con la tutela dell’ambiente la presenza di un poligono miltare di
tiro all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, il parlamento e la
Ministra Pinotti dovrebbero occuparsi del caso. Sel ha presentato una proposta
di legge per modificare codice ordinamento militare per risolvere il caso.
Lo afferma
la deputata pugliese di Sel Donatella Duranti, capogruppo in Commissione
Difesa, commentando l’audizione del Presidente del Parco Nazionale dell’Alta
Murgia nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle servitu’ militari.
Le Aree
naturali Protette, di cui l’Italia e’ leader in Europa, producono il 3,2 % della
ricchezza nazionale, tutelano un patrimonio unico e sono un volano per il
rilancio delle economie locali, dall’agricoltura all’allevamento,
dall’artigianato al turismo. Una risorsa preziosa per il Paese.
E’ quindi
impensabile che in un Parco nazionale si possano testare armi, pezzi di
artiglieria o carri armati. In occasione del decennale dell’istituzione del
Parco nazionale dell’Alta Murgia, ho presentato una proposta di legge di
modifica dell’articolo 357 del codice di ordinamento militare che autorizza
l’esistenza dei poligoni di tiro anche su aree di interesse naturale. Non si
può più derogare, in nessun modo, conclude Duranti, alla tutela ed alla
salvaguardia dei nostri ecosistemi particolari.
giovedì 5 dicembre 2013
Spending review, ma l’Aeronautica spende altri 100 milioni per le “Cannoniere Volanti”
Questo è il
testo dell’interrogazione che ho presentato in Commissione Difesa, in merito
all’acquisto da parte dell’Aeronautica italiana di alcune “cannoniere volanti”,
senza che il Parlamento ne fosse informato.
Al Ministro
della difesa.
— Per sapere – premesso che:
- Alenia Aermacchi, l’azienda
aeronautica del gruppo Finmeccanica è pronta ad annunciare che
l’Aeronautica militare italiana sarà il cliente di lancio della variante
gunship (cannoniera volante) dell’aereo da trasporto militare C27J
Sparta;
- si tratta della versione
armata del velivolo definito «multimissione» MC-27J dotato di un cannone
da 30 millimetri ATK GAU-23. La notizia è stata diffusa da Il Sole 24 Ore
in una corrispondenza di Gianni Dragoni dal Salone Aerospaziale di Dubai;
- l’Aeronautica militare
italiana modificherà in MC-27J tre dei suoi 12 Spartan Partner del
programma la società statunitense ATK che ha già testato nel giugno 2013
in Florida l’integrazione del GAU-23 sul cargo tattico italiano che
interessa anche al Comando forze speciali statunitense;
- il valore del contratto di modifica
dei tre C-27J della 46a Aerobrigata di Pisa in MC-27J è tenuto riservato
dai militari, ma ammonterebbe a circa 100 milioni di euro. Il contratto
che garantisce all’Aeronautica il possesso della sua prima «cannoniera
volante» dovrebbe favorire l’esportazione dell’MC-27J presso Paesi che
già utilizzano il cargo Spartan e nuovi clienti;
- a conferma dell’intesa Alenia
Aermacchi ha reso noto che Alenia Aermacchi e l’Aeronautica Militare
hanno firmato oggi al Dubai Airshow 2013 un accordo che prevede lo sviluppo,
sperimentazione, certificazione, industrializzazione e supporto logistico
di un velivolo per il supporto delle missioni del Comando Operativo Forze
Speciali (COFS) denominato MC-27J Praetorian;
- il progetto «Praetorian»,
prevede due fasi distinte: la prima, dedicata allo sviluppo di un
prototipo da parte di Alenia Aermacchi che sarà consegnato
all’Aeronautica militare il 31 marzo 2014 e testato in scenario operativo
nel primo semestre del 2014; la seconda, relativa all’industrializzazione
della configurazione «Praetorian» e al relativo supporto logistico;
- l’aeronautica militare prevede
la trasformazione, da completarsi entro il 2016, di 3 C-27J attualmente
in servizio, completi di sistemi di missione, apparati C3IISR e sistemi
di supporto/ingaggio al fuoco pallettizzati e 3 velivoli predisposti ad
accogliere gli stessi sistemi;
- il Pretorian sarà sviluppato
da Alenia Aermacchi con la collaborazione dell’azienda americana ATK per
la realizzazione dei sistemi di missione e di supporto aria-suolo e della
Selex ES, azienda di Finmeccanica, per gli apparati di comunicazione e
data link. L’MC-27J è un moderno sistema di difesa, basato sul C-27J – il
più avanzato bimotore da trasporto tattico disponibile sul mercato – che,
grazie alle sue prestazioni ineguagliate e alla sua capacità di imbarcare
pallet standard NATO, offre con modalità roll-on/roll-off una gamma di
soluzioni che permettono di coniugare l’efficacia del compimento di
missioni tattiche e strategiche e di rispondere a requisiti operativi
particolarmente stringenti quali quelli del Comando Operativo Forze
Speciali (COFS)» –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei
fatti esposti in premessa;
in base a quali autorizzazioni normative il Ministero della difesa abbia
operato gli acquisti di cui in premessa;
se non ritenga necessario fornire ogni elemento utile su decisioni così
rilevanti
martedì 26 novembre 2013
ISSPaCE: promozione della cultura della nonviolenza e della pace
Istituzione
dell’Istituto superiore di studi per la formazione, la ricerca e l’intervento
per la costruzione di processi di pace, la trasformazione nonviolenta dei
conflitti e la promozione dell’eguaglianza sociale.
Consulta il testo
integrale della
proposta di legge.
venerdì 15 novembre 2013
Indignati per il silenzio di De Giorgi in commissione difesa
Questo
pomeriggio il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio De Giorgi, è
venuto in audizione presso la Commissione Difesa.
Sinistra
Ecologia Libertà si è astenuta dal porre domande, come forma di protesta
rispetto alle dichiarazioni stampa di ieri di De Giorgi in merito alla
interrogazione presentata dal nostro gruppo parlamentare per conoscere la
missione e gli obiettivi della “crociera” di nave Cavour.
Abbiamo
atteso la fine della audizione, sperando che l’Ammiraglio desse seguito alle
parole espresse ieri, quando dopo esser stato richiamato dal Ministro Mauro ha
dichiarato che avrebbe approfittato di questa occasione per ribadire il suo
rispetto per le prerogative parlamentari, chiarendo l’equivoco dovuto secondo
lui ad una erronea interpretazione degli addetti stampa.
Quasi al
termine dei lavori, non avendo avuto riscontri, ho preso la parola in qualità
di capogruppo Difesa di SEL, e ho ribadito con fermezza sia il nostro
disappunto al Capo di Stato Maggiore, sia la necessità di ricevere delle scuse
per quanto dichiarato. Scuse che ci saremmo aspettati in apertura stessa della
audizione.
Ho chiesto
rispetto per gli atti parlamentari prodotti da qualunque deputato, e ho
sottolineato come non consentiremo più a nessuno di mettere in dubbio il nostro
operato screditandolo con accuse di malafede o di volontà di
strumentalizzazione.
Quello che
noi esercitiamo, anche e soprattutto con il sindacato ispettivo, è un
diritto-dovere, e lo useremo fino in fondo senza che nessuno possa permettersi
più di avanzare delle critiche come quelle mosse dall’ammiraglio De Giorgi.
mercoledì 30 ottobre 2013
Missioni internazionali: Sel abbandona lavori commissioni esteri e difesa
I deputati
di Sel Donatella Duranti, Michele Piras, Arturo Scotto e Claudio Fava hanno
abbandonato polemicamente i lavori delle commissioni Esteri e Difesa riunite
per discutere il decreto missioni internazionali.
Nei giorni
scorsi i deputati di Sel avevano intrapreso una pratica ostruzionistica,
presentando 160 emendamenti, affinché si separassero le missioni in Afghanistan
ed in Libia dal resto dei teatri nei quali sono impegnati i nostri militari.
Sono anni
che i governi in carica ci presentano sempre lo stesso decreto, sempre la
stessa minestra riscaldata, senza alcuna discontinuità tra una legislatura e
l’altra, commentano i deputati di Sel al momento di abbandonare i lavori delle
commissioni.
Sel ritiene,
continuano i deputati di Sel, che l’Italia debba ritirare immediatamente i
propri soldati dal teatro afgano, come fatto già dalla Francia.
Noi,
concludono i deputati di Sel delle commissioni Esteri e Difesa Duranti, Piras,
Scotto siamo radicalmente contrati alla filosofia che anima questo decreto.
L’unica opposizione che lo ha contrastato frontalmente e senza sconti. Abbiamo
presentato una serie di emendamenti che la maggioranza delle larghe intese ha
bocciato senza neanche entrare nel merito delle nostre proposte. Adesso
porteremo la nostra battaglia in Aula. Convinti che siano tanti i cittadini che
vogliono che si torni a parlare di pace e cooperazione.
Lo rende noto l’ufficio stampa nazionale di Sel
martedì 22 ottobre 2013
Obiezione di coscienza per i militari
Lunghissimo
percorso, durato quasi vent’anni, e l’impegno personale, spesso duro e molto
penalizzante, di centinaia, migliaia di persone che hanno spesso sacrificato
all’affermazione di questo principio di civiltà giuridica anche la propria
libertà personale.
Anche se di
esperienze nazionali non ne esistono molte (ricordiamo tuttavia che alla fine
degli anni settanta ci fu un caso molto controverso di obiezione di coscienza
da parte di un ufficiale dell’Aeronautica militare), essendo l’esperienza
professionale generalizzata una realtà troppo recente nel nostro ordinamento, i
dati provenienti da altri Paesi con Forze armate di consolidata tradizione
professionale dimostrano che il fenomeno dell’obiezione di coscienza tra i
militari professionisti è un fenomeno non secondario e non marginale.
Secondo il
General accounting office, un organismo del Congresso degli Stati Uniti con
funzioni assimilabili per certi versi a quelle della Corte dei conti, sarebbero
stati 447 i militari che avrebbero chiesto di essere congedati per ragioni di
coscienza nel 1991. Normalmente, secondo lo stesso ufficio, le richieste di
obiezione di coscienza negli Stati Uniti sono circa 200 l’anno.
Questa proposta di legge stabilisce la possibilità per gli appartenenti alle
Forze armate e ai Corpi di polizia ad ordinamento militare, indipendentemente
dal grado rivestito, di dichiararsi obiettori di coscienza.
giovedì 17 ottobre 2013
Afghanistan: no a presenza militare dopo 2014. Su decreto missioni opposizione durissima
L’audizione
dei ministri Bonino e Mauro ha confermato i nostri timori. Lo scenario afgano
non sarà abbandonato e la presenza militare, anche con regole d’ingaggio
diverse, rimarrà sul campo anche dopo il 2014.
Lo affermano
i capigruppo di Sel in Commissione Esteri e Difesa on. Arturo Scotto e
Donatella Duranti commentando l’audizione davanti alle commissioni riunite dei
ministri degli Esteri e della Difesa.
Non ci
bastano le rassicurazioni sul carattere no combat della missione, perché, di
fatto, sarebbe la conferma di una tendenza a considerare lo scenario afgano
come permanente.
Sinistra
Ecologia Libertà, concludono gli on.li Scotto e Duranti, non è d’accordo e, a
partire dal decreto missioni che arriverà in Commissione la prossima settimana,
preannunciamo un’opposizione durissima.
domenica 6 ottobre 2013
Stop alle esercitazioni militari nel Parco nazionale dell’Alta Murgia
A seguito
della ripresa delle esercitazioni militari nel Parco dell’Alta Murgia il primo
ottobre, non è più procrastinabile un tavolo di confronto istituzionale che
affronti la questione della compatibilità fra le esercitazioni stesse e il
patrimonio naturalistico di quel territorio, come richiesto dalla Regione
Puglia, dall’Autorità del Parco e da Legambiente.
Il parco
Nazionale dell’Alta Murgia, che nel 2014 festeggerà il decennale della sua
istituzione, rappresenta un gioiello di biodiversità e di bellezza che ha pochi
pari in Italia e in Europa.
Su questo
area insistono delle servitù militari sin dagli anni 80 che coprono il 30 per
cento del territorio con poligoni di tiro, senza contare le altre
installazioni. Già nella primavera scorsa ci sono state esercitazioni di tiro
di una violenza incredibile che hanno riportato con vigore il problema alla
luce. Il Ministro Mauro aveva confermato la possibilità’ di ulteriori
esercitazioni proprio nei mesi di ottobre e novembre e cosi e’ stato. Peraltro,
le dichiarazioni del Ministro sono coerenti con le affermazioni, fatte in
occasione di una sua visita in Sardegna, con cui ha ribadito la scelta di non
dismettere alcuna servitù militare. E’ invece indispensabile, al contrario, che
vada avviato un percorso legislativo con l’obbiettivo di liberare le aree
protette dalle attuali servitù militari, che occupano e mortificano
pesantemente i territori nelle loro vocazioni naturali. I vertici militari e il
Ministro avrebbero già dovuto rispondere alle richieste di Regione e Autorità
del Parco di dare avvio al dialogo fra le istituzioni sospendendo, nel
frattempo, le esercitazioni. Già il 27 giugno scorso avevo, con i miei colleghi
pugliesi, interrogato il Ministro non avendo alcuna risposta.
A questo
punto, ribadisco, non è più rimandabile l’apertura di un tavolo con il
coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente in cui si ponga il tema della tutela
delle Aree Protette e, finalmente, si operi per affrancarle dalle servitù
militari per restituirle alle finalità per cui sono costituite.
venerdì 6 settembre 2013
Siria: il Ministro Mauro digiuna per la pace e la nave Doria si prepara alla guerra. Interpellanza al Ministro della difesa
Il Ministro
della Difesa Mauro da un lato domani aderisce all’appello del Papa per una
giornata di digiuno e preghiera contro il possibile attacco militare in Siria e
dall’altro autorizza l’invio della migliore nave da guerra della nostra Marina
Militare, il cacciatorpediniere Doria, in Medio Oriente. Chiediamo al Governo
il ritiro della nave da guerra Doria.
Lo scrivono
i deputati di Sel delle Commissioni Difesa ed Esteri Duranti, Scotto, Piras e
Fava nell’interpellanza presentata al Ministro della Difesa sull’invio della
nave Doria.
L’invio del
cacciatorpediniere Doria – nave da difesa aerea dotata di un sofisticato
sistema missilistico, di lanciarazzi e lanciasiluri – e il già annunciato invio
della nave Maestrale, rappresenta, scrivono i deputati di Sel
nell’interpellanza, più un segnale di aggressione e di potenziale minaccia che
non un gesto di difesa e di pace.
Chiediamo al
Ministro della Difesa, concludono i deputati di Sel nell’interpellanza, il
ritiro della nave Doria e la sua sostituzione con navi più adatte al compito di
appoggio logistico al nostro contingente impegnato il Libano e alle attività di
pattugliamento previste dalla missione Unifil.
mercoledì 7 agosto 2013
F35: italia non paga penali per uscire da programma. Necessario piano bonifica elicotteri Augusta
Oggi abbiamo
chiesto al Ministro Mauro di spiegarci definitivamente se ci sono o no penali
per l’uscita dal programma di acquisizione dei caccia F35 e sui costi, a nostro
avviso gonfiati, della nave Cavour che dovrebbe ospitare gli F-35.
Lo afferma
l’on. Donatella Duranti, capogruppo Sel in commissione Difesa, durante il
question time in merito all’interrogazione sui costi e sulle spese già
sostenute per la partecipazione al programma F35 presentata da Sel.
Il Ministro,
continua l’on. Duranti, ci ha risposto che l’Italia non pagherebbe penali in
caso di sospensione e annullamento del programma di acquisto dei caccia F35.
Oltre a questa importante notizia il ministro non ci ha fornito alcun elemento
conoscitivo ulteriore ma ha di nuovo parlato dei costi della portaerei Cavour:
portaerei commissionata nel 2000 e la cui costruzione era finalizzata a
sostituire la portaerei Garibaldi e a imbarcare gli Harrier, e non gli F-35B
che probabilmente non imbarcherà mai per problemi di decollo e appontaggio.
Sinistra
Ecologia Libertà ritiene che le risorse della Difesa non debbano andare
nell’acquisizione di nuovi sistemi di arma, ma alla tutela della sicurezza e
della salute dei militari e del personale civile della Difesa, all’efficienza
dei nostri mezzi armati.
Ci
piacerebbe che le risorse fossero utilizzate per avviare un grande piano di
bonifica degli elicotteri dell’Augusta Westland che come abbiamo appreso, da un
articolo di giornale, sono pieni di amianto e sono state utilizzati dalle nostre
Forze armate senza consapevolezza da parte dei nostri militari.
Il Ministro
Mauro, conclude l’on. Duranti, la smetta di dare informazioni frammentarie
sugli F35 e si occupi di più delle reali necessità del ministero e del suo
personale civile e militare.
martedì 23 luglio 2013
Difesa: necessario cambio di strategia. Su F35 Ministro non risponde a domande
Il Ministro
Mauro oggi in commissione Difesa non ha risposto alle domande di Sel sugli F35.
Lo afferma
l’on. Donatella Duranti, capogruppo Sel in commissione Difesa al termine dell’audizione
del Ministro della Difesa nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui sistemi
d’arma.
Lo scopo
dell’audizione, prosegue l’on. Duranti, era quello di fornire alla commissione
Difesa elementi conoscitivi sui sistemi d’arma e sugli F35 in particolare. Abbiamo
chiesto al Ministro Mauro i tempi di realizzazione, i costi effettivi, i
contratti stipulati.
Il Ministro
Mauro si è guardato bene dal rispondere alle nostre domande, continua la
capogruppo di Sel in commissione Difesa, e non è entrato nel merito di quello
che potremmo definire il più grande investimento italiano degli ultimi anni nel
settore della Difesa.
Invece il
Ministro ha usato la commissione per riproporre il suo pensiero e la sua
impostazione: proiettabilità delle nostre forze armate sugli scenari
internazionali e che la missione della Difesa è la tutela degli interessi
dell’Italia. Gli F35, secondo il Ministro, rispondono a queste esigenze.
Il Ministro
Mauro, come d’altronde la strana maggioranza che sostiene il governo Letta, è
in piena continuità con il suo predecessore Di Paola, conclude l’on. Duranti.
Sel esprime un giudizio negativo e ritiene che sia necessario un cambio di
strategia.
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