Non è la
prima volta che il Consiglio Supremo di Difesa entra a gamba tesa contro il
Parlamento sulle questioni che riguardano le spese militari e la politica di
difesa ribadendo il suo punto di vista: il Governo deve procedere alla stesura
del Libro Bianco in totale autonomia, lasciando ai due rami del Parlamento
solamente l’eventualità di esprimere valutazioni e/o suggerimenti. Questo per
noi è inaccettabile.
Il libro
bianco non è di proprietà del Governo, o degli Stati Maggiori ma uno strumento
richiesto, sin dall’inizio della legislatura, dai parlamentari che hanno
rivendicato la centralità delle Camere nel produrre le linee guida della
politica di difesa e degli armamenti. Centralità che si è concretizzata anche
con l’indagine conoscitiva sugli armamenti, da cui non si può prescindere nella
valutazione delle scelte future in materia di difesa e di spese militari.
Quella delle
Forze Armate è una riforma che non può essere lasciata alla sola responsabilità
e iniziativa del Governo e degli Stati Maggiori, ma deve essere potestà del
Parlamento.
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