Visualizzazione post con etichetta Ambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ambiente. Mostra tutti i post

giovedì 8 maggio 2014

Ambiente: tuteliamo i Parchi e le Aree Protette dalle esercitazioni militari

“Il 29 aprile scorso ho depositato una Proposta di Legge, anche a firma dei deputati pugliesi di SEL e di alcuni deputati della Murgia di altri gruppi parlamentari, volta a modificare l’articolo 357 del codice dell’ordinamento militare, in materia di divieto di localizzazione delle aree addestrative e dei poligoni semipermanenti od occasionali in aree naturali protette.
L’obiettivo della mia proposta è l’esclusione dei poligoni di tiro e delle esercitazioni militari a fuoco e non dai parchi regionali e nazionali e da tutte le aree protette. Nello specifico si potrà, una volta approvata la modifica dell’ordinamento militare, affrancare il Parco Nazionale dell’Alta Murgia dalla presenza delle Forze Armate, come da tempo richiesto dai rappresentanti del Parco, dalle associazioni e dai comitati pacifisti ed ambientalisti e da diverse forze politiche. Penso si tratti di un bel regalo in occasione del decennale della sua Istituzione ad un Parco che, per usare le parole del Presidente Veronico “ È l’unico parco costruito “collettivamente” con un impegno fortissimo di studenti, ambientalisti, e sostenuto da figure importanti come don Tonino Bello e del centro Studi Torre di nebbia.”
Le attività esercitative pregiudicano l’ambiente e la composizione dell’ecosistema, non soltanto a causa delle immissioni di metalli pesanti ma anche attraverso immissioni foniche ed accumulo di inquinanti, determinando pesanti ricadute in termini di riduzione della biodiversità e contaminazione del territorio nonché consumo di suolo e perdita di fertilità dello stesso.
Pesanti ricadute si riscontrano altresì sul piano economico: la presenza di tali servitù limita fortemente l’uso della proprietà. Nel caso del Parco dell’Alta Murgia, ad esempio, le aree vengono sottratte alle attività agricole in favore delle esercitazioni militari con una media di 180 giorni all’anno. Tale presenza militare rende difficoltosa ogni ipotesi di sviluppo aziendale e zootecnico dell’area, non essendo possibile pianificare attività agricole che richiedano una costante presenza sul fondo. La stessa presenza fissa di campi militari nel corso delle esercitazioni limita la fruizione del territorio protetto a visitatori e ricercatori con conseguenti ricadute sulle strutture ricettive che basano la loro attività sui percorsi escursionistici nell’area. Tali attività di carattere militare risultano a mio parere incompatibili con quelle già presenti e attive su territori in cui si è instaurato, nel corso degli anni, un delicato equilibrio tra uomo e natura, generando economie verdi fondate sull’agricoltura di qualità e sul turismo sostenibile.
Auspico quindi che la condivisione trasversale da parte di tutti i gruppi parlamentari, che si è registrata durante l’audizione in Commissione Difesa dei rappresentanti del Parco, si concretizzi con il sostegno pieno ed immediato alla mia Proposta di Legge.
Penso che questo percorso sia il più utile e funzionale al raggiungimento dello scopo.

Noi Deputati abbiamo delle precise responsabilità legate in maniera particolare alla attività legislativa. E da questo, utilizzando al meglio le nostre prerogative, dobbiamo partire per rispondere alle aspettative dei territori. “

giovedì 10 aprile 2014

Contaminazioni del Mar Piccolo di Taranto : la Marina Militare si assuma le proprie responsabilità

Nella giornata di ieri ho presentato una interrogazione al Ministro dell’Ambiente e a quello della Difesa in merito alle contaminazioni che interessano il Mar Piccolo di Taranto.
Parliamo della bonifica e della messa in sicurezza dell’area di competenza della Marina Militare, e cioè la “ex area Ip”, in riferimento all’inquinamento dell’acqua di falda e del Mar Piccolo.
Sin dal 2009, grazie alla caratterizzazione realizzata da tecnici della Regione, si è venuti a conoscenza della presenza di numerosi metalli pesanti, di policlorobifenili e di idrocarburi che mettono a serio e continuo rischio la salute dei nostri concittadini.
Per questo nel 2012 vi è stata la consegna del progetto definitivo per la messa in sicurezza di emergenza delle acque di falda, con il preciso impegno da parte della “Marigenimil” dell’avvio della programmazione finanziaria che avrebbe garantito l’avvio delle procedure per l’esecuzione delle opere entro il 2012 stesso.
Ad oggi, questo rimane un impegno non mantenuto.
La situazione è di una gravità inaccettabile, e questo è l’ennesimo sfregio sulla pelle di un territorio già martoriato da fattori inquinanti devastanti.

Il Governo, ed i Ministri di competenza, devono farsi immediatamente carico della questione iniziando dal richiamare la Marina Militare alle sue precise responsabilità.