“Il 29
aprile scorso ho depositato una Proposta di Legge, anche a firma dei deputati
pugliesi di SEL e di alcuni deputati della Murgia di altri gruppi parlamentari,
volta a modificare l’articolo 357 del codice dell’ordinamento militare, in
materia di divieto di localizzazione delle aree addestrative e dei poligoni
semipermanenti od occasionali in aree naturali protette.
L’obiettivo
della mia proposta è l’esclusione dei poligoni di tiro e delle esercitazioni
militari a fuoco e non dai parchi regionali e nazionali e da tutte le aree
protette. Nello specifico si potrà, una volta approvata la modifica
dell’ordinamento militare, affrancare il Parco Nazionale dell’Alta Murgia dalla
presenza delle Forze Armate, come da tempo richiesto dai rappresentanti del
Parco, dalle associazioni e dai comitati pacifisti ed ambientalisti e da
diverse forze politiche. Penso si tratti di un bel regalo in occasione del
decennale della sua Istituzione ad un Parco che, per usare le parole del
Presidente Veronico “ È l’unico parco costruito “collettivamente” con un
impegno fortissimo di studenti, ambientalisti, e sostenuto da figure importanti
come don Tonino Bello e del centro Studi Torre di nebbia.”
Le attività
esercitative pregiudicano l’ambiente e la composizione dell’ecosistema, non
soltanto a causa delle immissioni di metalli pesanti ma anche attraverso
immissioni foniche ed accumulo di inquinanti, determinando pesanti ricadute in
termini di riduzione della biodiversità e contaminazione del territorio nonché
consumo di suolo e perdita di fertilità dello stesso.
Pesanti
ricadute si riscontrano altresì sul piano economico: la presenza di tali
servitù limita fortemente l’uso della proprietà. Nel caso del Parco dell’Alta
Murgia, ad esempio, le aree vengono sottratte alle attività agricole in favore
delle esercitazioni militari con una media di 180 giorni all’anno. Tale
presenza militare rende difficoltosa ogni ipotesi di sviluppo aziendale e
zootecnico dell’area, non essendo possibile pianificare attività agricole che
richiedano una costante presenza sul fondo. La stessa presenza fissa di campi
militari nel corso delle esercitazioni limita la fruizione del territorio
protetto a visitatori e ricercatori con conseguenti ricadute sulle strutture
ricettive che basano la loro attività sui percorsi escursionistici nell’area.
Tali attività di carattere militare risultano a mio parere incompatibili con
quelle già presenti e attive su territori in cui si è instaurato, nel corso
degli anni, un delicato equilibrio tra uomo e natura, generando economie verdi
fondate sull’agricoltura di qualità e sul turismo sostenibile.
Auspico
quindi che la condivisione trasversale da parte di tutti i gruppi parlamentari,
che si è registrata durante l’audizione in Commissione Difesa dei
rappresentanti del Parco, si concretizzi con il sostegno pieno ed immediato
alla mia Proposta di Legge.
Penso che
questo percorso sia il più utile e funzionale al raggiungimento dello scopo.
Noi Deputati
abbiamo delle precise responsabilità legate in maniera particolare alla
attività legislativa. E da questo, utilizzando al meglio le nostre prerogative,
dobbiamo partire per rispondere alle aspettative dei territori. “
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