Il Ministero
della Difesa Mauro ha risposto questa mattina ad un’altra mia interrogazione
sulle condizioni in cui versano le strutture dell’Arsenale della Marina
Militare di Taranto.
In particolare, ho fatto riferimento ai ritardi ed ai rinvii che hanno subito i
lavori di ristrutturazione e di ammodernamento della Mensa, e che hanno
determinato disagi alle lavoratrici ed ai lavoratori oltre ad un enorme esborso
di risorse pubbliche. Dopo 13 anni e centinaia di migliaia di euro impegnati, i
locali della mensa non sono ancora disponibili e agibili.
Per tutta risposta il rappresentante del Ministero ha dichiarato la fondatezza
delle preoccupazioni da me espresse, adducendo però “fattori imprevisti ed
imprevedibili” alla base del mancato completamento dei lavori e, in modo
rituale, ha rinnovato l’impegno dell’Amministrazione per la soluzione
definitiva della vicenda.
Esprimo tutto il mio sconcerto e la mia contrarietà rispetto a questo
atteggiamento, che per l’ennesima volta elude il merito della questione e la
diretta assunzione di responsabilità. E’ stato così anche a luglio quando
interrogai il Ministro a proposito del grave stallo in cui versa il Piano Brin
di ristrutturazione infrastrutturale dello Stabilimento.
Siamo ancora e di nuovo allo “scaricabarile”, ed è manifesta ed intollerabile
la volontà di non affrontare la situazione e di non dare risposte serie. Sono
convinta che le RSU abbiano fatto bene ad interessare la Procura della
Repubblica affinché si vada fino in fondo nell’individuazione delle
responsabilità delle aziende appaltatrici dei lavori alla Mensa n.1.
Da parte mia, penso ci sia stata una omissione di controllo da parte della
Amministrazione ed un colpevole lassismo rispetto a problematiche che toccano
le condizioni di vita dei dipendenti e alla possibilità stessa di rendere
efficiente il più grande Arsenale della M.M., oltre che rispetto all’utilizzo
di risorse pubbliche.
Credo che la visita ufficiale della Commissione Difesa, che ho personalmente
richiesto e che si svolgerà nelle prossime settimane, dovrà essere l’occasione
per mettere definitivamente in chiaro i termini della situazione e per
pretendere che, ognuno per la sua parte, si assuma le proprie responsabilità. A
cominciare dai rappresentanti dell’Amministrazione, che da anni si nascondono
dietro imprevisti e imprevedibili fattori.
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