martedì 1 ottobre 2013

Chiarezza per Vestas e per il territorio jonico

La notizia della chiusura della Vestas, esattamente nel giorno in cui avrebbe avuto inizio la cassa integrazione ordinaria per 13 settimane, è di una gravità assoluta. A pochi mesi dalle decisioni prese dal gruppo Natuzzi, la storia figlia di un capitalismo senza freni si ripresenta uguale a se’ stessa per infierire sulla pelle delle famiglie tarantine, con protagonisti diversi.
La Vestas, palesando agli inizi di settembre una crisi dovuta alla contrazione produttiva, era giunta a un compromesso con i sindacati proponendo una cassa integrazione che avrebbe diluito la mancanza ordinativa nell’arco di tre mesi. Adesso, senza motivo e all’improvviso, i vertici hanno annunciato la chiusura immediata dello stabilimento.

Ci troviamo per l’ennessima volta di fronte a politiche aziendali che, per poca lungimiranza o peggio ancora per la poco recondita volontà di delocalizzazione, presentano interamente il conto ai lavoratori.
La situazione in atto non è più tollerabile, va fatta chiarezza sulla situazione e si deve trovare una soluzione che non pesi unicamente sulla spalle dei lavoratori e tenga aperta la possibilità di costruire un’alternativa e una diversificazione produttiva per il territorio jonico.

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