Questa
mattina il Prefetto di Taranto ha accolto una rappresentanza di lavoratori
della ITN di Martina Franca, affinché si facesse portavoce presso il Ministero
del Lavoro.
La
situazione che colpisce i lavoratori, ben 123, della azienda tessile martinese
è a dir poco sconcertante, e purtroppo figlia della crisi e delle solite,
dissennate e poco lungimiranti, politiche produttive che continuano a colpire
quasi come fosse una epidemia tutto il territorio pugliese.
Ci troviamo
di fronte ad una grande realtà imprenditoriale della Valle d’Itria, che nella
primavera del 2011 ha dichiarato la chiusura della attività. Oltre al giudizio
assolutamente negativo su questa scelta della dirigenza, che paventa come al
solito la mancanza di volontà di trovare vie alternative per diversificare la produzione
nell’ottica della competitività per superare la crisi salvaguardando il
territorio, e che manifesta la solita, comoda scelta di provare a delocalizzare
per abbattere i costi, ci troviamo a fare i conti con una ulteriore beffa per i
lavoratori coinvolti.
Otto mesi fa
è stata infatti inoltrata richiesta per la cassa integrazione straordinaria,
minima misura per dare una boccata di ossigeno a famiglie sull’orlo della
disperazione, ed è inaccettabile che ad oggi non ci sia ancora stata
autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro.
Non si
tratta di una misura meramente assistenzialistica, ma di una soluzione che
permette l’individuazione di strumenti in grado di consentire di guadagnare
tempo prezioso.
Sono vicina
a tutte le persone coinvolte in questa vicenda, e, oltre ad aver già
interessato il Sottosegretario al Ministero del Lavoro, Carlo Dell’Aringa,
sulla questione, mi impegno ad adottare ogni iniziativa in mio potere affinché
sia ridata la speranza a queste persone.
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