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martedì 28 luglio 2015

Arsenale di Taranto: dalla Pinotti solo parole generiche. Serve azione concreta e condivisa con le OO.SS.

"Non mi e' stato possibile, per impegni concomitanti presso la commissione Difesa alla Camera dei Deputati, partecipare all'incontro organizzato dalla Ministra Pinotti con i Parlamentari jonici, in occasione della sua visita a Taranto. Sono venuta comunque a conoscenza, da articoli di stampa ma non solo, delle dichiarazioni della Ministra durante la serie di incontri istituzionali tenutisi nel capoluogo, fra cui la visita all’Arsenale della Marina Militare. Intendo, però, esprimere innanzitutto il mio sconcerto per come è stato gestito quello con le oo.ss. Non ho compreso la ragione per cui non erano tra i soggetti invitati al tavolo istituzionale presso la Prefettura e, comunque, ritengo un grave errore che la Ministra non abbia dedicato il tempo necessario al dialogo con i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento e delle ditte di appalto e, soprattutto, che non sia venuta alcuna risposta alle questioni che pongono ormai da mesi. Credo di poter dire che e' la prima volta che un Ministro della Difesa assume un tale atteggiamento e tratta con tale superficialità e sottovalutazione il ruolo delle oo.ss.

Mi ha lasciato molto perplessa la dichiarazione con la quale la signora Ministro ha definito la privatizzazione degli Arsenali “una leggenda metropolitana”, pur sapendo benissimo che nel Libro Bianco , nel capitolo dedicato a “relazioni tra Difesa ed Industria”, si legge che “sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale...."
Inoltre, riferendosi al tema della attuazione del Piano Brin (indispensabile per assicurare la funzionalità e la piena operatività delle basi della Marina), ha dichiarato che sono già stati spesi 70 milioni, e che ne mancano 36 con la speranza di sbloccarne 1 per il 2015 ed altri 6 per il 2016. Mi risulta, come da risposte a miei atti di sindacato ispettivo, che fino al 2018 erano stati preventivati stanziamenti pari a 40 milioni di euro, ed invece apprendo che le risorse disponibili sono irrilevanti, a tutta conferma delle preoccupazioni già espresse dalle oo.ss. In un altro passaggio la Ministra afferma sottovoce che forse non sarà effettivamente possibile reperire tali risorse nella Legge di Stabilità, e che bisognerà ricorrere ad altre forme di finanziamento fra cui alcune private.
Infine, la Ministra ha auspicato l'inserimento delle problematiche relative all’attuazione del Piano Brin nel tavolo nazionale su Taranto ed alla presenza di tutte le parti interessate. Peccato però che la sua maggioranza ha bocciato un mio emendamento al decreto su Taranto che andava in quella direzione.
Inoltre, voglio ricordare che il governo aveva assunto un preciso impegno in riferimento all'apertura di un tavolo istituzionale con tutte le parti interessate sull'attuazione del Piano Brin accogliendo la mia Risoluzione dell'agosto 2014, approvata all'unanimità dalla Commissione Difesa. Anche da questo punto di vista, senza risultati.
Penso di poter dire che le dichiarazioni fatte abbiano avuto solo lo scopo di provare a tranquillizzare una realtà, quella di Taranto, che rischia di esplodere da un momento all'altro mentre meriterebbe risposte chiare e concrete. Sono convinta che vadano sviluppati tutti i progetti possibili per la valorizzazione culturale e storica dell'Arsenale della MM, ma non basta ed anzi non può essere solo questo.
Ho avuto modo di dirlo attraverso numerosi atti parlamentari, serve un rilancio vero a partire dall'attuazione del Piano Brin sino allo sblocco del turnover. Il Governo continua a tagliare le risorse per l'esercizio penalizzando il funzionamento degli stabilimenti e i lavoratori.
Si deve cambiare marcia al più presto perché la situazione si fa ogni giorno più critica, con il rischio molto alto che l'Arsenale di Taranto si trasformi esclusivamente in una grande area di archeologia industriale o che attività, strutture e personale vengano cedute ai privati con la possibilità di lucrare in un settore sensibile quale quello delle manutenzioni della Difesa. Sono due ipotesi che vanno scongiurate, e non certo con dichiarazioni di buone intenzioni o ad effetto, ma con un reale impegno in termini legislativi e di risorse in un leale, quanto indispensabile, confronto con i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori."

On. Donatella Duranti.

lunedì 12 maggio 2014

Arsenale di Taranto: Il Governo si impegni a chiarire ritardi e responsabilità

Nei giorni scorsi ho depositato una Risoluzione in Commissione Difesa in riferimento al “Piano Brin” per l’Arsenale di Taranto che impegna il Governo ad aprire un Tavolo Istituzionale con le parti coinvolte, e ad avviare una indagine parlamentare che definisca in maniera dettagliata lo stato attuale di avanzamento dei lavori e che appuri le responsabilità, sia interne alla Marina Militare sia esterne, che hanno comportato ritardi e fallimenti.
L’Arsenale di Taranto è il più grande stabilimento pubblico di manutenzione della M.M. italiana, cuore tecnico e supporto logistico fondamentale per il buon funzionamento della flotta navale.
I Capi di Stato Maggiore e i Ministri della Difesa hanno sempre sostenuto la sua centralità e la sua importanza ma nel corso degli anni i Governi hanno operato in senso contrario, determinando il degrado delle infrastrutture, degli impianti, delle Officine e dei Bacini.
Nel 2007, finalmente, la Marina Militare Italiana ha predisposto un piano pluriennale di ammodernamento e messa in norma degli Arsenali e degli Stabilimenti di lavoro, ribattezzato “Piano Brin”, con lo scopo di assicurare la funzionalità e la piena operatività delle Basi.
Il suddetto Piano, con riferimento all’Arsenale di Taranto, pensato come crocevia per la prosecuzione delle attività garantendo a regime costi di gestione contenuti, prevede tuttora la ristrutturazione dei Bacini e di tre grandi Officine Polifunzionali. Inoltre era inizialmente previsto anche un piano energetico composto da ben 16 progetti per un importo complessivo di 500 milioni di euro (impianti fotovoltaici e sostituzione di vecchi impianti in favore di apparecchiature di nuove generazione).
Ad oggi il progetto di sviluppo correlato al “Piano Brin” per l’Arsenale di Taranto ha evidenziato numerose criticità che hanno compromesso il rispetto della tabella di marcia inizialmente prevista; hanno provocato disagi notevoli alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici che sono stati spostati da un Reparto all’altro, costretti ad effettuare le lavorazioni in condizioni ambientali non adeguate ed hanno pregiudicato anche i lavoratori delle ditte private coinvolte, dati i ritardi nella liquidazione delle spettanze per le opere già effettuate che hanno generato, in taluni casi, l’apertura delle procedure per la dichiarazione dello stato di fallimento delle stesse.
Tengo a ricordare che i fondi messi a disposizione in questi anni per il suddetto “Piano Brin” sono risorse pubbliche, e quindi l’attenzione verso il loro effettivo, concreto e corretto utilizzo deve essere massima.

La mia Risoluzione ha lo scopo quindi di verificare, come detto, le responsabilità rispetto alla situazione attuale di questa rilevante realtà socio-economica del territorio jonico, e a determinare soluzioni immediate per ridare centralità ad uno stabilimento in cui per altro, alle problematiche espresse, va aggiunto il blocco del turn-over dei dipendenti la cui età media si attesta oltre i 53 anni.

venerdì 11 ottobre 2013

Si smetta di fare gli “scaricabarili” sull’Arsenale di Taranto

Il Ministero della Difesa Mauro ha risposto questa mattina ad un’altra mia interrogazione sulle condizioni in cui versano le strutture dell’Arsenale della Marina Militare di Taranto.
In particolare, ho fatto riferimento ai ritardi ed ai rinvii che hanno subito i lavori di ristrutturazione e di ammodernamento della Mensa, e che hanno determinato disagi alle lavoratrici ed ai lavoratori oltre ad un enorme esborso di risorse pubbliche. Dopo 13 anni e centinaia di migliaia di euro impegnati, i locali della mensa non sono ancora disponibili e agibili.
Per tutta risposta il rappresentante del Ministero ha dichiarato la fondatezza delle preoccupazioni da me espresse, adducendo però “fattori imprevisti ed imprevedibili” alla base del mancato completamento dei lavori e, in modo rituale, ha rinnovato l’impegno dell’Amministrazione per la soluzione definitiva della vicenda.
Esprimo tutto il mio sconcerto e la mia contrarietà rispetto a questo atteggiamento, che per l’ennesima volta elude il merito della questione e la diretta assunzione di responsabilità. E’ stato così anche a luglio quando interrogai il Ministro a proposito del grave stallo in cui versa il Piano Brin di ristrutturazione infrastrutturale dello Stabilimento.
Siamo ancora e di nuovo allo “scaricabarile”, ed è manifesta ed intollerabile la volontà di non affrontare la situazione e di non dare risposte serie. Sono convinta che le RSU abbiano fatto bene ad interessare la Procura della Repubblica affinché si vada fino in fondo nell’individuazione delle responsabilità delle aziende appaltatrici dei lavori alla Mensa n.1.
Da parte mia, penso ci sia stata una omissione di controllo da parte della Amministrazione ed un colpevole lassismo rispetto a problematiche che toccano le condizioni di vita dei dipendenti e alla possibilità stessa di rendere efficiente il più grande Arsenale della M.M., oltre che rispetto all’utilizzo di risorse pubbliche.
Credo che la visita ufficiale della Commissione Difesa, che ho personalmente richiesto e che si svolgerà nelle prossime settimane, dovrà essere l’occasione per mettere definitivamente in chiaro i termini della situazione e per pretendere che, ognuno per la sua parte, si assuma le proprie responsabilità. A cominciare dai rappresentanti dell’Amministrazione, che da anni si nascondono dietro imprevisti e imprevedibili fattori.