giovedì 10 aprile 2014

Contaminazioni del Mar Piccolo di Taranto : la Marina Militare si assuma le proprie responsabilità

Nella giornata di ieri ho presentato una interrogazione al Ministro dell’Ambiente e a quello della Difesa in merito alle contaminazioni che interessano il Mar Piccolo di Taranto.
Parliamo della bonifica e della messa in sicurezza dell’area di competenza della Marina Militare, e cioè la “ex area Ip”, in riferimento all’inquinamento dell’acqua di falda e del Mar Piccolo.
Sin dal 2009, grazie alla caratterizzazione realizzata da tecnici della Regione, si è venuti a conoscenza della presenza di numerosi metalli pesanti, di policlorobifenili e di idrocarburi che mettono a serio e continuo rischio la salute dei nostri concittadini.
Per questo nel 2012 vi è stata la consegna del progetto definitivo per la messa in sicurezza di emergenza delle acque di falda, con il preciso impegno da parte della “Marigenimil” dell’avvio della programmazione finanziaria che avrebbe garantito l’avvio delle procedure per l’esecuzione delle opere entro il 2012 stesso.
Ad oggi, questo rimane un impegno non mantenuto.
La situazione è di una gravità inaccettabile, e questo è l’ennesimo sfregio sulla pelle di un territorio già martoriato da fattori inquinanti devastanti.

Il Governo, ed i Ministri di competenza, devono farsi immediatamente carico della questione iniziando dal richiamare la Marina Militare alle sue precise responsabilità.

mercoledì 9 aprile 2014

Malati SLA: Renzi incontri comitato 16 novembre. Evitare ennesima protesta schok

Il Presidente del Consiglio Renzi risponda positivamente alla lettera aperta inviatagli dal “Comitato 16 novembre”, che riunisce le Associazioni di malati sla e malattie altamente invalidanti, e incontri i rappresentanti del Comitato. La scorsa protesta ebbe un finale tragico, non vorremmo accadesse di nuovo.
Lo affermano in Aula oggi alla Camera la deputata di Sel Donatella Duranti e la capogruppo di Sel in commissione Affari Sociali Marisa Nicchi.
Va assolutamente evitato, continuano le deputate di Sel, che i malati e le loro famiglie si sottopongano, per l’ennesima volta, a una forma di lotta pesantissima per vedere soddisfatte le loro semplici richieste: no alla continua diminuzione delle risorse per la sanità e il welfare, rifinanziamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea), aumento del fondo per la non autosufficienza, riconoscimento dell’invalidita’ al 100% e dell’indennita’ di accompagnamento per patologie gravi come Sla o Sma1 e, soprattutto, ridurre del 25% i posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa), in modo da consentire ai pazienti di essere assistiti a casa, con un notevole risparmio per le casse dello Stato.

Il welfare, le politiche sociali, la sanità non sono costi da tagliare ma buoni investimenti per ridurre le disuguaglianze. Le problematiche e i temi che il “Comitato 16 novembre” porta avanti da anni attengono a diritti fondamentali che dovrebbero avere sempre la massima priorità. L’eventuale silenzio, concludono le deputate di Sel Duranti e Nicchi, equivarrebbe a una mancanza di rispetto e di attenzione verso chi soffre. E questo non sarebbe tollerabile.

martedì 8 aprile 2014

Liberare le Aree Protette dalle Servitù Militari

Questa mattina, presso la Commissione Difesa della Camera dei Deputati, si è tenuta l’audizione del Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico.
L’audizione si è svolta nell’ambito della indagine conoscitiva sulle servitù militari, ed è stata mia iniziativa coinvolgere nella discussione i presidenti dei Parchi e delle aree protette iniziando proprio da quello dell’Alta Murgia, in occasione anche del decennale della sua istituzione.
Tengo a ricordare come le Aree Protette (di cui siamo leader in Europa) siano una risorsa preziosa per il Paese, sia perché producono il 3,2 % della ricchezza nazionale ma soprattutto perché tutelano un patrimonio unico e sono volano per il rilancio delle economie locali, dall’agricoltura all’allevamento sino all’artigianato ed al turismo.
Ed è proprio per questi motivi che ritengo incompatibile la presenza su queste aree dei poligoni di tiro che comportano molto spesso esercitazioni a fuoco, trovandomi in piena sintonia con quanto espresso dal Presidente Veronico in audizione, il quale ha altresì richiesto un interessamento diretto del Parlamento, e della Ministra Pinotti, sulla questione.
Per queste ragioni quindi intendo presentare, nei prossimi giorni, una proposta di legge volta a modificare l’articolo 357 del codice di ordinamento militare che autorizza appunto l’esistenza dei poligoni di tiro anche su aree di interesse naturale.
Non possiamo più derogare, in nessun modo, alla tutela ed alla salvaguardia dei nostri ecosistemi particolari.

Servitù militari: incompatibile poligono dentro Parco Nazionale Alta Murgia

Presentata PDL modifica codice ordinamento militare.
E’ incompatibile con la tutela dell’ambiente la presenza di un poligono miltare di tiro all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, il parlamento e la Ministra Pinotti dovrebbero occuparsi del caso. Sel ha presentato una proposta di legge per modificare codice ordinamento militare per risolvere il caso.
Lo afferma la deputata pugliese di Sel Donatella Duranti, capogruppo in Commissione Difesa, commentando l’audizione del Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle servitu’ militari.
Le Aree naturali Protette, di cui l’Italia e’ leader in Europa, producono il 3,2 % della ricchezza nazionale, tutelano un patrimonio unico e sono un volano per il rilancio delle economie locali, dall’agricoltura all’allevamento, dall’artigianato al turismo. Una risorsa preziosa per il Paese.

E’ quindi impensabile che in un Parco nazionale si possano testare armi, pezzi di artiglieria o carri armati. In occasione del decennale dell’istituzione del Parco nazionale dell’Alta Murgia, ho presentato una proposta di legge di modifica dell’articolo 357 del codice di ordinamento militare che autorizza l’esistenza dei poligoni di tiro anche su aree di interesse naturale. Non si può più derogare, in nessun modo, conclude Duranti, alla tutela ed alla salvaguardia dei nostri ecosistemi particolari.

giovedì 3 aprile 2014

Ilva: attuare Piano ambientale, Taranto non può perdere altro tempo. Lettera aperta a Ministro Ambiente

Nonostante siano trascorsi venti giorni dall’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, il DPCM con il Piano ambientale elaborato sulla base del lavoro del Comitato di tre esperti e delle osservazioni pervenute da parte della Regione Puglia e del Commissario straordinario dell’ILVA non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. I cittadini di Taranto non possono più attendere nuovi ritardi, il governo dia attuazione ai piani ambientale e industriale.
Lo scrivono i deputati di Sel on. Donatella Duranti, on. Alessandro Zan, on. Filiberto Zaratti, on. Serena Pellegrino, on. Nicola Fratoianni, on. Toni Matarrelli, on. Annalisa Pannarale e on. Arcangelo Sannicandro nella lettera aperta al Ministro dell’Ambiente Galletti sull’ILVA di Taranto.
Già il Governo ha approvato in ritardo, rispetto agli obblighi di legge, il Piano ambientale, prosegue la lettera al Ministro Galletti, e, questo ennesimo ulteriore, differimento dei tempi contrasta con la necessità di uscire con urgenza e al più presto dalla profonda emergenza sanitaria, ambientale e industriale dell’area tarantina. La certezza dei tempi di attuazione degli interventi previsti dall’Aia e la verifica dell’efficacia delle misure adottate, costituiscono una priorità assoluta.
Il Piano ambientale, scrivono i deputati di Sel, è indispensabile per approvare il Piano industriale, che consente la continuazione dell’attività produttiva nel rispetto delle prescrizioni di tutela ambientale, sanitaria e di sicurezza. Piano industriale anch’esso ancora allo stato di elaborazione.

Non è più possibile aspettare altro tempo, concludono i deputati di Sel, il Ministro e il Commissario Bondi si attivino per rendere operativi i Piani e informino il Parlamento. Non lo chiede Sel, ma la città di Taranto.

lunedì 10 marzo 2014

Non c’è più tempo da aspettare per la tutela ambientale di Taranto

La sottosegretaria Silvia Velo rispondendo a una mia interrogazione a risposta immediata in Commissione Ambiente, sul perché il governo non ha ancora approvato il DPCM contenente il “Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria” dell’ILVA di Taranto, ha risposto che “a seguito del fisiologico avvicendamento che segue ogni cambio di Governo, è stato necessario procedere alla dovuta verifica del provvedimento in questione”. Con il risultato che il termine fissato dalla legge non è stato rispettato.
Il decreto legge 136/2013, che ha modificato il decreto legge 61/2013, all’articolo 7 fissava al 28 febbraio scorso il termine ultimo per la presentazione del Piano ambientale.
Questo differimento dei tempi è inaccettabile, e rappresenta uno “schiaffo” alla necessità di uscire, con urgenza e al più presto, dalla profonda emergenza sanitaria e ambientale dell’area tarantina. La certezza dei tempi di attuazione degli interventi previsti dall’Aia e la verifica dell’efficacia delle misure adottate, costituiscono una necessità assoluta: una necessità che ancora una volta viene però disattesa.

Mi auguro che il Governo non faccia trascorrere altro tempo e approvi il “Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria” nel prossimo Consiglio dei Ministri. Non lo chiede Sel ma la città di Taranto.

lunedì 3 marzo 2014

L’istituto musicale Paisiello deve essere finanziato dallo stato


Apprendo con soddisfazione la notizia della lettera inviata il 28 febbraio dal sindaco di Taranto Ippazio Stéfano a tutti i parlamentari jonici, con cui si chiede un interesse partecipato e vivo delle più alte Istituzione nell’affrontare la questione della statizzazione degli Istituti Musicali Pareggiati con riferimento particolare al Paisiello di Taranto.
Ho iniziato a seguire questa delicata vicenda dalla fine dello scorso anno, misurando e recependo le istanze delle parti coinvolte a partire dalla Cgil del capoluogo di provincia sino agli insegnanti dell’istituto stesso.
Il “Giovanni Paisiello” fin dalla sua fondazione nel 1927 rappresenta uno dei più prestigiosi enti musicali del paese, nonché il più antico attivo nella regione Puglia. Dal 1945 l’istituto è finanziato esclusivamente dall’ente provincia di Taranto, nonostante con la legge n.508 del 1999 sia stato inserito nell’ambito della Alta formazione artistica e musicale del Ministero dell’Istruzione divenendo un Istituto superiore di studi musicali (ISSM) parificato ai Conservatori Musicali.
Purtroppo la situazione finanziaria nella quale versano oggi gli Enti locali italiani, sommata alla evoluzione del panorama normativo che li riguarda, rende impossibile immaginare che detti Enti possano continuare a sostenerne l’onere finanziario ponendo in prospettiva immediata un serio problema di sopravvivenza.
A tal proposito la stessa provincia di Taranto ha rappresentato formalmente il problema con una delibera votata alla unanimità nella seduta del 30 aprile 2013.
Parliamo di una scuola che impiega ben 70 insegnanti oltre ad una decina di persone addette alla gestione amministrativa e che è punto di riferimento per oltre 500 alunni provenienti anche da Basilicata e Calabria.
Mettere a rischio l’esistenza stessa di un polo culturale di livello simile significherebbe infierire l’ennesimo colpo mortale al nostro già devastato territorio. La rinascita di Taranto passa esattamente attraverso la fortificazione di esperienze lavorative e formative come quelle del “Paisiello”, faro per un cambio di rotta nella direzione della Cultura.
Insieme ai miei colleghi parlamentari pugliesi Nicola Fratoianni e Annalisa Pannarale ho presentato il 12 febbraio scorso una interrogazione al Ministro dell’Istruzione, chiedendo delle iniziative normative per reperire risorse straordinarie al fine di garantire la piena e non aleatoria sussistenza dell’istituto “Paisiello” e chiedendo la definitiva ed effettiva Statizzazione dello stesso.
In questo stessa direzione, domani annuncerò alla Camera dei Deputati una proposta di Legge a mia prima firma volta a far ricadere, da subito, gli oneri finanziari del “Paisiello” in capo al Miur, ponendo fine ad una attesa che dura ormai da quasi 15 anni.
Il cambiamento sbandierato in questi giorni dal neo premier Matteo Renzi si potrà subito misurare mettendo alla prova la Ministro Giannini che, fra le altre cose, lo scorso anno si era resa protagonista di una interrogazione con cui chiedeva con forza la definitiva Statizzazione di tutti gli ISSM.
Non è più accettabile perdere altro tempo. Farò tutto ciò che è in mio potere, sapendo di poter contare su di una ottima sinergia di azione con il Comune di Taranto e con la Regione Puglia, in particolare con l’assessora Alba Sasso, affinché si giunga ad esito positivo.