mercoledì 18 febbraio 2015

Libia, venti di guerra e solita corsa al riarmo

Mentre spirano venti di guerra e si moltiplicano gli appelli per impedire un nuovo conflitto in Libia il nostro Paese continua la corsa al riarmo sotto l’occhio vigile della ministra Pinotti che, dismessi i panni della no global di Porto Alegre, ormai indossa l’elmetto. Le notizie che vengono dagli Usa sulla conferma dell’acquisto di tutto il pacchetto F35 e del via libera all’acquisto della tecnologia dei droni armati “Predator” ne sono l’esempio più eclatante. La ministra Pinotti continua ad armare il Paese senza tenere conto del Parlamento come nel caso degli F35, o addirittura senza informarlo, vedi droni Predator. Il tutto mentre aspettiamo impazienti il fantomatico Libro Bianco che dovrebbe definire la politica di difesa e lo strumento militare di cui l’Italia si dovrebbe dotare.

giovedì 22 gennaio 2015

Taranto, certezze ai lavoratori dei servizi degli Enti della Difesa

Leggo con preoccupazione le notizie che riguardano le lavoratrici ed i lavoratori dei servizi di manovalanza, pulizie e ristorazione degli Enti della Difesa della città di Taranto e provincia che hanno proclamato lo stato di agitazione in seguito alla ennesima ed inaccettabile riduzione delle risorse finanziarie destinate agli appalti esternalizzati. Esprimo la mia disapprovazione rispetto a ciò che sta accadendo e oggi stesso presenterò un’interrogazione al Ministro della Difesa per chiedere conto degli impegni assunti e, ad ora, non rispettati, in occasione dell’approvazione dell’ultima legge di Bilancio.
Il 13 novembre scorso infatti, in Commissione Bilancio, è stato approvato un mio emendamento che prevede uno stanziamento ulteriore per il 2015 di 500 mila euro per tutti questi contratti di appalto.
Nonostante ciò, e nonostante il parere favorevole e l’impegno preciso del viceministro Morando, per i servizi di pulizia e sanificazione della provincia jonica è stata prevista una riduzione del 10 %, che comporterà una ulteriore riduzione degli orari contrattuali dei 144 lavoratori dipendenti già in regime di part-time e già colpiti nel maggio scorso da una decurtazione del 60% del monte ore.

Per quanto riguarda i lavoratori degli appalti di manovalanza, che hanno visto negli anni decurtate le risorse finanziarie di oltre il 50% invece, non è stata previsto alcun aumento di fondi rispetto al 2014. Così facendo, le oltre 40 persone impiegate continueranno nel loro calvario precario che li vede collocati con un contratto a chiamata e salari bassissimi, che garantisce appena fra le 40 e le 70 ore mensili, con picchi a volte molto più bassi. È necessario che la Difesa e il Governo, dopo aver riconosciuto la necessità di aumentare le risorse destinate a questi lavoratori e a queste lavoratrici con l’approvazione dell’emendamento al Bilancio, pongano al più presto rimedio ad una situazione inaccettabile socialmente e che pesa negativamente sul corretto funzionamento delle strutture della Difesa.

martedì 13 gennaio 2015

Teleperformance, a Taranto in 2000 sotto ricatto

Riteniamo intollerabile la situazione di ricatto sotto cui si ritrovano, ad anno appena iniziato, le lavoratrici e i lavoratori della Teleperformance di Taranto.

Il 30 giugno prossimo infatti scadrà l’accordo firmato nel 2013 con cui si rilanciava l’attività della azienda, riducendo il costo del lavoro e revocando oltre 800 esuberi.
A quel punto, anche a causa del combinato disposto di Jobs Act e legge di stabilità ed all’aumento del costo del lavoro previsto nell’ordine del 12%, ci sarà il concreto rischio di una richiesta di esubero per le oltre 2000 lavoratrici e lavoratori impiegati direttamente.
Con Sinistra Ecologia Libertà seguiamo la vertenza della Teleperformance dal 2013, in particolare con una interrogazione ( alla quale non abbiamo ancora avuto risposta, nonostante numerose sollecitazioni) e con una mozione al Ministro dello Sviluppo Economico con cui chiedevamo degli interventi immediati per risolvere in via definitiva tutte le problematiche legate ai call center. Partendo dalla piaga del “minimo ribasso”, dalla diffusa e capillare presenza di centri abusivi nella provincia di Taranto ed arrivando alle continue minacce di delocalizzazione da parte dei vertici aziendali.
Fra sei mesi rischiamo quindi seriamente di ritrovarci sul baratro della disoccupazione per un numero incredibile di famiglie, così come denunciato ieri da Andrea Lumino, segretario SLC CGIL ionica e da Giuseppe Massafra, segretario provinciale CGIL Taranto.
Il 15 gennaio si terrà al Mise l’ennesimo tavolo sulla vertenza in oggetto, dopo che tutti gli altri hanno partorito molto spesso soluzioni temporanee e raffazzonate.
È arrivato il momento di prendere seriamente in mano la situazione, dando una risposta chiara e definitiva a tutte le donne e gli uomini che vedono ogni sei mesi il loro futuro in bilico.
La nostra parte la abbiamo sempre fatta, e continueremo a farla con tutti gli strumenti a nostra disposizione, in tutela dei lavoratori.
Ci auguriamo ci sia una presa di responsabilità identica da parte di tutti gli altri partiti, con particolare riferimento a quelli che compongono la strana maggioranza che guida il nostro Paese, che a parole esprimono continuamente solidarietà ma alla prova dei fatti troppo spesso concludono poco, o nulla.

giovedì 4 dicembre 2014

Difesa, non si posso acquistare nuove navi militari

Come Sinistra Ecologia Libertà in Commissione Difesa abbiamo espresso la nostra contrarietà all’acquisto di nuove navi, peraltro a carico del Ministero dello Sviluppo Economico e non della Difesa. Non si possono spendere in questo momento di crisi per il nostro Paese 5,4 miliardi di euro per i prossimi anni. Ma l’Italia con l’acquisto di tutte queste navi e dei caccia F35 ha deciso di dichiarare guerra a qualcuno?

Le nuove 10 Fregate previste nel programma, la cui grandezza e dotazione d’arma non rispondono all’esigenza di soccorso dei migranti ed alla salvaguardia delle vite umane, sono vere e proprie navi da guerra che, insieme al programma Fremm e ai nuovi sommergibili, trasformeranno la nostra Marina Militare in quella dotata di maggiore capacità offensiva d’Europa. La ministra Pinotti da mesi ci dice che sarà il libro bianco della difesa a fissare gli obiettivi. Fino ad ora però del libro bianco nessuna notizia mentre continuano gli acquisti. Va assolutamente evitato di assecondare le voglie di rafforzamento militare, in ottica da grande potenza militare, degli Stati maggiori della Difesa delle diverse Forze armate. È la politica che definisce il ruolo del nostro Paese non i generali.

martedì 2 dicembre 2014

Ilva di Taranto, bene l’ipotesi di un intervento pubblico

Bene il Premier Renzi sulla possibilità di un intervento pubblico per il siderurgico Ilva di Taranto. E’ una proposta avanzata da Sel ed è una possibile soluzione alla gravissima situazione sanitaria, ambientale ed economica della provincia jonica. Bisogna però fare molta attenzione non essendo tollerabile un’operazione sulla falsariga di quella che ha portato alla vendita di Alitalia. Non è possibile continuare a giocare sulla pelle dei tarantini.
L’intervento pubblico deve servire al risanamento, comprensivo ed attuativo di tutte le prescrizioni Aia, e deve definire a monte le risorse da utilizzare, prevedendo l’effettivo sblocco dei fondi sequestrati alla proprietà Riva e l’esclusione di qualsiasi coinvolgimento della famiglia stessa. Poi si potrebbe seguire un nuovo modello di governance sull’esempio tedesco con la creazione del “Consiglio di sorveglianza”: un consiglio, operativo e riconosciuto, composto dalle rappresentanze di azienda e dei lavoratori oltre che da rappresentanze di tutti i cosiddetti “portatori di interesse”, quali Comune, Regione, Arpa e le associazioni ambientaliste. Una innovazione senza pari. Cambiare verso alle politiche aziendali ed ai rapporti di forza interni è il vero governo del cambiamento.

giovedì 13 novembre 2014

Legge di bilancio, aumentati fondi per i servizi della Difesa

Oggi in V° Commissione è stato approvato un emendamento alla Legge di Bilancio, a mia prima firma, che puntava a ripristinare le risorse per i contratti di appalto per i servizi di manovalanza, pulizie e ristorazione degli Enti della Difesa, con riferimento particolare alla provincia jonica.
Con il mio testo si prevedeva uno stanziamento aggiuntivo di un milione di euro annui per il 2015, 2016 ed il 2017.
Il Governo lo ha accolto, modificando però il testo con la previsione di uno stanziamento di 500 mila euro solo per il 2015.
Mi ritengo, quindi, parzialmente soddisfatta perché quella del Governo non è una risposta completa e lungimirante, tuttavia rappresenta una base di partenza per raggiungere l’obiettivo preposto, e cioè quello del reperimento dei fondi per il triennio 2015-2017, e l’inversione di una tendenza ai tagli delle risorse che avevano messo a rischio le condizioni di vita di molti lavoratori. Si tratterà, nei prossimi mesi a partire da gennaio del 2015, di vigilare affinché quei fondi siano destinati prioritariamente ai lavoratori degli Enti della Difesa del territorio jonico.

giovedì 23 ottobre 2014

Torre Veneri, silenzio del governo sulle esercitazioni militari

Come già denunciato da varie associazioni, a Torre Veneri insiste un poligono militare dove quotidianamente, e secondo un calendario fittissimo, si svolgono esercitazioni con spari a ridosso della spiaggia e dell’area protetta di grande interesse naturalistico. Oltre al disagio arrecato agli abitanti della zona, molte esercitazioni avvengono in orari notturni, la spiaggia ed il mare risultano piene di ogive e residui delle esplosioni che rischiano di impattare e distruggere l’ecosistema. Già la Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta che ha dimostrato in maniera univoca una condizione di grave inquinamento della zona. Tutto questo non è ammissibile, i ministri Pinotti e Galletti interrompano immediatamente le esercitazioni militari Nato “Eagle Joker 14” iniziate il 14 ottobre nell’area addestrativa del Poligono di Torre Veneri in provincia di Lecce e verifichino i rischi per la popolazione e per l’ambiente. Non si può accettare che per far esercitare i militari si comprometta un territorio che invece andrebbe valorizzato per le sue bellezze naturali e paesaggistiche.