martedì 26 novembre 2013

ISSPaCE: promozione della cultura della nonviolenza e della pace

Istituzione dell’Istituto superiore di studi per la formazione, la ricerca e l’intervento per la costruzione di processi di pace, la trasformazione nonviolenta dei conflitti e la promozione dell’eguaglianza sociale.

Consulta il testo integrale della proposta di legge.

Risarcimento anche per il personale civile della difesa esposto all’amianto

La disciplina vigente non comprende tra i soggetti beneficiari dei diritti previdenziali i dipendenti statali non militari (ovvero il personale civile del Ministero della difesa) che siano stati esposti all’amianto. Questa proposta di legge mira a eliminare questa odiosa esclusione.

Leggi il testo integrale della proposta di legge.

mercoledì 20 novembre 2013

Manifestazione malati Sla: il governo incontro rappresentanza malati in presidio

Il Ministro dell’Economia, o un suo rappresentante, incontri al più presto una delegazione di malati di Sla e di altre malattie invalidanti in presidio per la seconda volta sotto il ministero. La scorsa protesta ebbe un finale tragico, non vorremmo accadesse di nuovo.
Lo affermano la capogruppo di Sel in commissione Affari Sociali on. Marisa Nicchi, e l’on. Donatella Duranti dal presidio, organizzato dal comitato 16 novembre Onlus, che riunisce l’Associazione malati sla e malattie altamente invalidanti, davanti al ministero dell’Economia dove alcuni malati di Sla minacciano di togliersi il respiratore se non ascoltati dal Governo.
Proprio in queste ore il Senato sta discutendo la legge di stabilità, continuano le deputate di Sel, ed è quella la sede per dare le giuste risposte a questa protesta. Sel considera prioritario il finanziamento dei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea), e il relativo nomenclatore tariffario, l’aumento del fondo per la non autosufficienza a 600 milioni, il riconoscimento dell’invalidità al 100% e l’indennità di accompagnamento in presenza di diagnosi di patologie gravi come Sla o Sma1 ma, soprattutto, la riduzione del 25% di posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa), in modo da consentire ai pazienti di essere assistiti a casa, con un notevole risparmio per le casse dello Stato.

Il welfare, le politiche sociali, la sanità, concludono le deputate di Sel Nicchi e Duranti, non sono costi da tagliare, ma buoni investimenti per ridurre le disuguaglianze, offrire servizi adeguati, investire sulla prevenzione, l’assistenza domiciliare e territoriale e creare buona occupazione. 

venerdì 15 novembre 2013

Indignati per il silenzio di De Giorgi in commissione difesa

Questo pomeriggio il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio De Giorgi, è venuto in audizione presso la Commissione Difesa.
Sinistra Ecologia Libertà si è astenuta dal porre domande, come forma di protesta rispetto alle dichiarazioni stampa di ieri di De Giorgi in merito alla interrogazione presentata dal nostro gruppo parlamentare per conoscere la missione e gli obiettivi della “crociera” di nave Cavour.
Abbiamo atteso la fine della audizione, sperando che l’Ammiraglio desse seguito alle parole espresse ieri, quando dopo esser stato richiamato dal Ministro Mauro ha dichiarato che avrebbe approfittato di questa occasione per ribadire il suo rispetto per le prerogative parlamentari, chiarendo l’equivoco dovuto secondo lui ad una erronea interpretazione degli addetti stampa.
Quasi al termine dei lavori, non avendo avuto riscontri, ho preso la parola in qualità di capogruppo Difesa di SEL, e ho ribadito con fermezza sia il nostro disappunto al Capo di Stato Maggiore, sia la necessità di ricevere delle scuse per quanto dichiarato. Scuse che ci saremmo aspettati in apertura stessa della audizione.
Ho chiesto rispetto per gli atti parlamentari prodotti da qualunque deputato, e ho sottolineato come non consentiremo più a nessuno di mettere in dubbio il nostro operato screditandolo con accuse di malafede o di volontà di strumentalizzazione.

Quello che noi esercitiamo, anche e soprattutto con il sindacato ispettivo, è un diritto-dovere, e lo useremo fino in fondo senza che nessuno possa permettersi più di avanzare delle critiche come quelle mosse dall’ammiraglio De Giorgi.

mercoledì 30 ottobre 2013

Servono risposte concrete per la Marcegaglia Buildtech

La notizia arrivata ieri dai vertici della Marcegaglia Buildtech è l’ennesimo dramma che si consuma sulla pelle dei lavoratori tarantini e della provincia jonica tutta .
Proprio mentre ci troviamo ad affrontare altre crisi simili, come quella della Vestas, arriva notizia della chiusura di un altro stabilimento, la Marcegaglia Buildtech, che occupa direttamente 134 persone.
Stabilimento che fra l’altro è stato inaugurato appena due anni fa.
Esattamente ieri sera sono intervenuta in aula mentre si discutevano le mozioni per sviluppare iniziative volte al rilancio del settore manifatturiero e per programmare una nuova politica industriale nazionale.
La decisione del gruppo Marcegaglia è la goccia che fa traboccare il già colmo vaso del dramma occupazionale che investe in maniera devastante in particolar modo la provincia di Taranto.
A questo punto il Governo non può più esimersi dall’intervenire in maniera netta, determinata ed immediata per risolvere la questione. Ogni giorno ci troviamo a commentare situazioni analoghe, fabbriche che chiudono perché gli amministratori o ritengono poco conveniente la manodopera italiana o perché non riescono a sviluppare politiche industriali a lungo termine, e a pagare la poca lungimiranza sono sempre i più deboli. In tutta risposta, il Governo continua ad aprire tavoli su tavoli di “concertazione”, senza dare risposte concrete.
Mi stringo con forza accanto atutti i lavoratori che nel giro di un pomeriggio hanno visto stravolta la loro vita, e continuerò ad impegnarmi quotidianamente affinché l’attenzione in Parlamento rimanga alta su tematiche di cosi vitale importanza.

On. Donatella Duranti.

Missioni internazionali: Sel abbandona lavori commissioni esteri e difesa

I deputati di Sel Donatella Duranti, Michele Piras, Arturo Scotto e Claudio Fava hanno abbandonato polemicamente i lavori delle commissioni Esteri e Difesa riunite per discutere il decreto missioni internazionali.
Nei giorni scorsi i deputati di Sel avevano intrapreso una pratica ostruzionistica, presentando 160 emendamenti, affinché si separassero le missioni in Afghanistan ed in Libia dal resto dei teatri nei quali sono impegnati i nostri militari.
Sono anni che i governi in carica ci presentano sempre lo stesso decreto, sempre la stessa minestra riscaldata, senza alcuna discontinuità tra una legislatura e l’altra, commentano i deputati di Sel al momento di abbandonare i lavori delle commissioni.
Sel ritiene, continuano i deputati di Sel, che l’Italia debba ritirare immediatamente i propri soldati dal teatro afgano, come fatto già dalla Francia.
Noi, concludono i deputati di Sel delle commissioni Esteri e Difesa Duranti, Piras, Scotto siamo radicalmente contrati alla filosofia che anima questo decreto. L’unica opposizione che lo ha contrastato frontalmente e senza sconti. Abbiamo presentato una serie di emendamenti che la maggioranza delle larghe intese ha bocciato senza neanche entrare nel merito delle nostre proposte. Adesso porteremo la nostra battaglia in Aula. Convinti che siano tanti i cittadini che vogliono che si torni a parlare di pace e cooperazione.

Lo rende noto l’ufficio stampa nazionale di Sel

martedì 22 ottobre 2013

Obiezione di coscienza per i militari

Lunghissimo percorso, durato quasi vent’anni, e l’impegno personale, spesso duro e molto penalizzante, di centinaia, migliaia di persone che hanno spesso sacrificato all’affermazione di questo principio di civiltà giuridica anche la propria libertà personale.
Anche se di esperienze nazionali non ne esistono molte (ricordiamo tuttavia che alla fine degli anni settanta ci fu un caso molto controverso di obiezione di coscienza da parte di un ufficiale dell’Aeronautica militare), essendo l’esperienza professionale generalizzata una realtà troppo recente nel nostro ordinamento, i dati provenienti da altri Paesi con Forze armate di consolidata tradizione professionale dimostrano che il fenomeno dell’obiezione di coscienza tra i militari professionisti è un fenomeno non secondario e non marginale.
Secondo il General accounting office, un organismo del Congresso degli Stati Uniti con funzioni assimilabili per certi versi a quelle della Corte dei conti, sarebbero stati 447 i militari che avrebbero chiesto di essere congedati per ragioni di coscienza nel 1991. Normalmente, secondo lo stesso ufficio, le richieste di obiezione di coscienza negli Stati Uniti sono circa 200 l’anno.

Questa proposta di legge stabilisce la possibilità per gli appartenenti alle Forze armate e ai Corpi di polizia ad ordinamento militare, indipendentemente dal grado rivestito, di dichiararsi obiettori di coscienza.