Ho inviato
alla Presidenza della Camera, insieme ai colleghi Francesco Ferrara ed Arturo
Scotto, una richiesta di informativa urgente in merito all’ILVA di Taranto.
Durante la legislatura in corso, infatti, sono stati varati diversi
provvedimenti in riferimento all’Ilva di Taranto, a partire da quello di
commissariamento.
Attraverso l’adozione di questi provvedimenti, in risposta alle prescrizioni
della Unione Europea e sulla scia del lavoro svolto dalle ultime due giunte
Vendola, si sarebbe dovuti giungere alla redazione e soprattutto alla
applicazione di un piano ambientale e di un piano industriale in grado di
garantire gli attuali livelli occupazionali, nel pieno rispetto dell’AIA per la
tutela ambientale e della salute. Il tutto, con la previsione di utilizzo dei
fondi sequestrati alla famiglia Riva.
Ad oggi però questo non è avvenuto. Le colpe, sia del Governo Letta che di
quello Renzi, sono evidenti.
Non è mai stata presentata una relazione sulla situazione epidemiologica,
risultando quindi inascoltato l’ultimo aggiornamento dello studio “Sentieri”,
né tantomeno un progetto a lungo termine sulla filiera dell’acciaio. I tempi di
attuazione del Piano ambientale continuano a slittare; manca un piano
industriale dopo la cancellazione di quello preparato dal precedente
Commissario; non si è a conoscenza delle iniziative del nuovo sub commissario
Carrubba, nominato da pochi giorni; si attendono notizie certe circa la
possibilità di utilizzo dei fondi sequestrati alla famiglia Riva.
Oltre tutto questo, il Governo sembra intenzionato a procedere alla vendita del
siderurgico di Taranto ad una compagnia straniera, presumibilmente la “Arcerol
Mittal”, senza aver intavolato alcuna discussione con le organizzazioni
sindacali e senza, cosa ancora più grave, aver sciolto i nodi relativi
all’impatto ambientale della produzione.
Per tutto questo ho chiesto una immediata risposta del Governo in Aula, in modo
da definire le motivazioni che stanno portando alla vendita ed i dettagli delle
relative trattative.
L’esecutivo dovrà produrre inoltre una informativa circa la incompleta e
parziale attuazione delle misure previste per la messa in sicurezza e le
bonifiche dello stabilimento.
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