venerdì 10 ottobre 2014

“Taranto container”, a rischio 160 posti di lavoro

Ad oggi le opere di cantierizzazione previste dall’Accordo per lo sviluppo dei traffici nel Porto di Taranto, sottoscritto nel 2012 in risposta alle deficienze infrastrutturali che avevano fatto trasferire gran parte delle rotte oceaniche causando la messa in mobilità di 160 lavoratori della Tct, non hanno visto la luce.

La situazione per i lavoratori del Terminal si fa sempre più critica. Dal 22 settembre scorso la Tct ha deciso di eliminare definitivamente lo scalo delle navi transoceaniche nel porto di Taranto spostandolo al Pireo, cancellando anche le attività di tutti i “feeder” (navi medio-piccole di collegamento nazionale e locale).
Da quella data i dipendenti Tct hanno creato un presidio permanente presso l’Autorità Portuale, ottenendo un tavolo di confronto convocato dal Prefetto, che ha prodotto la sottoscrizione di alcuni impegni per il futuro.
Nonostante questo, e nonostante il Tar di Lecce abbia respinto il ricorso della Matarrese Spa dando concreta speranza di una veloce ripartenza dei lavori, non riteniamo sufficienti le garanzie per i lavoratori.
Per questo chiedo la convocazione di un tavolo interministeriale sulla base di quanto fatto anche dal Prefetto di Taranto, al fine di assicurare un monitoraggio e coinvolgimento del Governo nella sottoscrizione dei futuri impegni e chiedendo la definizione di azioni precise volte a garantire la fruibilità degli ammortizzatori sociali sino alla effettiva cantierizzazione del Porto.

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