Ad oggi le
opere di cantierizzazione previste dall’Accordo per lo sviluppo dei traffici
nel Porto di Taranto, sottoscritto nel 2012 in risposta alle deficienze
infrastrutturali che avevano fatto trasferire gran parte delle rotte oceaniche
causando la messa in mobilità di 160 lavoratori della Tct, non hanno visto la
luce.
La situazione per i lavoratori del Terminal si fa sempre più critica. Dal 22
settembre scorso la Tct ha deciso di eliminare definitivamente lo scalo delle
navi transoceaniche nel porto di Taranto spostandolo al Pireo, cancellando
anche le attività di tutti i “feeder” (navi medio-piccole di collegamento
nazionale e locale).
Da quella data i dipendenti Tct hanno creato un presidio permanente presso
l’Autorità Portuale, ottenendo un tavolo di confronto convocato dal Prefetto,
che ha prodotto la sottoscrizione di alcuni impegni per il futuro.
Nonostante questo, e nonostante il Tar di Lecce abbia respinto il ricorso della
Matarrese Spa dando concreta speranza di una veloce ripartenza dei lavori, non
riteniamo sufficienti le garanzie per i lavoratori.
Per questo chiedo la convocazione di un tavolo interministeriale sulla base di
quanto fatto anche dal Prefetto di Taranto, al fine di assicurare un
monitoraggio e coinvolgimento del Governo nella sottoscrizione dei futuri
impegni e chiedendo la definizione di azioni precise volte a garantire la
fruibilità degli ammortizzatori sociali sino alla effettiva cantierizzazione
del Porto.
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