mercoledì 15 ottobre 2014

“Tempa Rossa”, per la città di Taranto altri veleni in arrivo


Come noto, tale progetto riguarda un giacimento petrolifero della Total E&P, sito in Basilicata, che avrà una capacità produttiva giornaliera di oltre 50000 barili di petrolio, 230000 metri cubi di
gas e 240 tonnellate di GPL.
Lo stoccaggio e la movimentazione del greggio prodotto riguarderà l’impianto di raffinazione ENI di Taranto, con conseguente emissione di composti organici volatili, fra cui gli “IPA” (Idrocarburi
policiclici aromatici), in una città che subisce già una allarmante incidenza delle patologie tumorali.
Bisogna ricordare che l’allora Ministro dell’Ambiente, in data 27.10.2011, decretò la compatibilità ambientale al progetto “Tempa Rossa” rilasciando “l’autorizzazione all’esercizio”, VIA-AIA.
Tutto questo senza attendere il parere endoprocedimentale della Regione che, fra le altre cose, prescriveva a carico dell’ENI la presentazione all’ARPA e all’ASL territorialmente competente della
Valutazione di Incidenza Sanitaria (VIS). Documento che, ad oggi, non è mai stato depositato.
Successivamente, nell’ottobre 2012, il Comune di Taranto approvò un ordine del giorno con cui si deliberava l’orientamento contrario alla realizzazione da parte dell’ENI dell’impianto di stoccaggio.
Ci sono potenziali rischi per i cittadini della provincia jonica, già martoriata, ed infatti l’Assessorato regionale per l’ambiente, il 30 settembre scorso, ha disposto la costituzione di una cabina di regia ARPA-ARES-ASL per la valutazione del danno sanitario.
Per tutto questo chiedo al Ministro dell’Ambiente di fermare l’iter di Autorizzazione VIA-AIA in attesa di conoscere gli esiti della valutazione del danno sanitario. Infatti, qualora l’esito fosse
negativo, ci troveremmo di fronte ad un impianto in costruzione, se non addirittura in esercizio, al di fuori del “principio di precauzione” previsto dalla normativa europea. Ho chiesto inoltre quali
interventi i Ministri della salute e dell’Interno intendano adottare in via precauzionale, nell’ambito delle rispettive competenze, al fine di evitare un conflitto procedurale sia dal punto di vista
Amministrativo e giuridico che dal punto di vista sociale, in un territorio già fortemente segnato dal punto di vista sanitario, occupazionale, ambientale e paesaggistico.

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