sabato 9 maggio 2015
giovedì 16 aprile 2015
Non ci è stato regalato niente
Giovedi 24 aprile alle ore 18,00 presso il circolo Arci Aggarbato in via Ribes a Gandoli dibattito sulle donne nella Resistenza
mercoledì 15 aprile 2015
LA NOSTRA POLITICA ESTERA E DI DIFESA NON PUO’ ESSERE DECISA DALLA PASSERELLA ALLA CASA BIANCA DEL PREMIER
A quanto si
apprende dalla stampa, il premier Renzi, durante la visita al Presidente Obama,
si appresterebbe ad impegnarsi per il prolungamento italiano della missione
ISAF in Afghanistan, oltre a considerare l’impegno diretto dell’Italia
nell’attuazione di un blocco navale al largo delle coste libiche.
Chiediamo
per questo che la Ministra Pinotti ed il Ministro Gentiloni vengano
immediatamente a riferire in Aula circa le reali intenzioni del Governo,
ritenendo inconcepibile un comportamento del genere, che esautora completamente
il parlamento da decisioni delicate e fondamentali di Politica Estera e Difesa.
Il nostro impegno
in Afghanistan, così come previsto dal Decreto Missioni appena approvato anche
al Senato, ha come termine ultimo il settembre di questo anno.
Invece si
sta paventando la possibilità, per rispondere alle richieste unilaterali
americane, di prolungare la nostra presenza (che consta di almeno 750 uomini),
almeno fino alla fine del 2015 se non oltre.
Per quanto
riguarda la Libia invece, il nostro appoggio concreto al blocco navale della
Libia, richiesto ripetutamente dal generale Khalifa Haftar, capo delle forze
armate libiche schierate al fianco del Governo riconosciuto di Tobruk, sarebbe
una libera e forzata interpretazione della Missione Mare Sicuro, presente nel
Decreto Missioni senza dettagli precisi di regole di ingaggio e senza
esplicitazione della sua reale funzione. Inoltre rappresenterebbe l’ennesima
giravolta del Governo, che predilige l’approccio di stampo militaristico
(dietro lo scudo dei presunti interessi nazionali) a discapito della diplomazia
e di quello che invece dovrebbe essere il nostro ruolo. Cioè quello di registi
di un processo di pacificazione che parta dal dialogo fra i due Governi
riconosciuti in Libia.
La nostra
Politica Estera e di Difesa, con decisioni che avranno ripercussioni sulla
intera stabilità del mediterraneo per almeno i prossimi trenta anni, non può e
non deve essere decisa nella passerella alla Casa Bianca del Premier, ne
tantomeno dagli Stati Maggiori nel chiuso delle loro stanze.
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martedì 14 aprile 2015
martedì 7 aprile 2015
lunedì 30 marzo 2015
Circhi, ora stop allo sfruttamento degli animali
Nonostante le molte interrogazioni sullo sfruttamento degli animali nei circhi di Sel, e di altre forze parlamentari, il governo e il ministro dei Beni e delle Attività Culturali non hanno mai risposto. Silenzio anche sulle 20.000 firme raccolte dalla LAV su una petizione popolare volta a porre fine a questa odiosa pratica.
I circhi su cui la magistratura indaga, o quelli condannati in via definitiva, continuano a ricevere i fondi del Fondo Unico per lo Spettacolo, in contrasto con quanto previsto dalla normativa vigente e nonostante l’accoglimento da parte del governo dell’ordine del giorno del Senato con cui appunto si chiedeva l’azzeramento del “FUS” ai circhi con animali. È necessario che il governo si esprima al più presto su questa vicenda e il ministro non si sottragga più al confronto con le associazioni. L’Italia si metta alla testa dei Paesi più evoluti sul piano della civiltà e del rispetto per gli animaligiovedì 12 marzo 2015
Sel : hub di Taranto. Servono politiche di accoglienza strutturate per i migranti.
"Abbiamo appreso che il
Ministro Alfano pensa di realizzare a Taranto un “hub” per il transito e
l'identificazione delle migliaia di uomini e donne che, probabilmente,
arriveranno sulle coste italiane dalla Libia nei prossimi mesi. Secondo le
notizie di stampa, i migranti, perlopiù richiedenti asilo, dovrebbero rimanere
nel capoluogo jonico non oltre le 72 ore, ospitati in una tensostruttura al
porto, per poi essere destinati a strutture di accoglienza sul territorio
regionale e nazionale. Esprimiamo forte disappunto per il modo di procedere del
Ministro che fa annunci sulla stampa anziché confrontarsi con il Parlamento e
coinvolgere il sindaco della città. Il Governo Renzi continua ad affrontare la
questione degli sbarchi dei disperati, che scappano da guerre e fame, come si
tratti di un'emergenza. Siamo, al contrario, di fronte ad un fenomeno
strutturale che va gestito in modi e tempi completamente diversi. Si devono
cambiare le politiche migratorie e dell'accoglienza italiane ed europee per
garantire il soccorso in mare ed evitare di contare ancora morti nel
Mediterraneo; organizzare canali umanitari dai Paesi di transito; avviare la
gestione condivisa e multilaterale del soccorso e dell'accoglienza. Ed invece
il Governo ha sospeso Mare Nostrum che è stata sostituito dall'operazione
europea “Triton” che rischia, per la sua natura, di produrre più morti e tragedie,
ed ha sospeso le procedure per il riconoscimento dei permessi di soggiorno a
scopi umanitari. Sinistra Ecologia e Libertà presenterà un'interrogazione
urgente per chiedere al Ministro che renda noto, al più presto, se esiste un
programma di pianificazione nazionale per il transito e l'accoglienza che
definisca le quote per ogni territorio regionale e provinciale; quali sono le
caratteristiche che dovrà avere la struttura prevista al porto di Taranto; se è
prevista una quota massima per la città e la provincia; se esiste un progetto
rispetto alla regolarizzazione delle persone che rimarranno sul territorio
nazionale. Infine, perché non ha dato corso ad un nostro ordine del giorno
accolto che prevede l'estensione al comune di Taranto dell'esclusione delle spese
connesse alla pressione migratoria dal patto di stabilità. La città può e deve,
a nostro parere, dare un contributo importante ad affrontare la situazione e
non girare lo sguardo davanti alla tragedia dei profughi di Paesi in cui
l'Italia e l'Europa hanno contribuito a creare condizioni di instabilità e di
guerra con una politica estera sbagliata. Abbiamo un dovere nei confronti di
quelle donne e di quegli uomini ma il Governo non può continuare con interventi
rabberciati e altamente insufficienti che, peraltro, hanno già dimostrato di
non essere all'altezza delle responsabilità del nostro Paese, prima frontiera
del Mediterraneo. Infine, esprimiamo preoccupazione e sdegno per alcune
reazioni riportate dalla stampa locale che alimentano paura ed intolleranza
anziché favorire un clima di serenità e un serio ragionamento per adottare
soluzioni improntate ai principi di civiltà e di solidarietà di cui Taranto ha
già dato prova."
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