"Abbiamo appreso che il
Ministro Alfano pensa di realizzare a Taranto un “hub” per il transito e
l'identificazione delle migliaia di uomini e donne che, probabilmente,
arriveranno sulle coste italiane dalla Libia nei prossimi mesi. Secondo le
notizie di stampa, i migranti, perlopiù richiedenti asilo, dovrebbero rimanere
nel capoluogo jonico non oltre le 72 ore, ospitati in una tensostruttura al
porto, per poi essere destinati a strutture di accoglienza sul territorio
regionale e nazionale. Esprimiamo forte disappunto per il modo di procedere del
Ministro che fa annunci sulla stampa anziché confrontarsi con il Parlamento e
coinvolgere il sindaco della città. Il Governo Renzi continua ad affrontare la
questione degli sbarchi dei disperati, che scappano da guerre e fame, come si
tratti di un'emergenza. Siamo, al contrario, di fronte ad un fenomeno
strutturale che va gestito in modi e tempi completamente diversi. Si devono
cambiare le politiche migratorie e dell'accoglienza italiane ed europee per
garantire il soccorso in mare ed evitare di contare ancora morti nel
Mediterraneo; organizzare canali umanitari dai Paesi di transito; avviare la
gestione condivisa e multilaterale del soccorso e dell'accoglienza. Ed invece
il Governo ha sospeso Mare Nostrum che è stata sostituito dall'operazione
europea “Triton” che rischia, per la sua natura, di produrre più morti e tragedie,
ed ha sospeso le procedure per il riconoscimento dei permessi di soggiorno a
scopi umanitari. Sinistra Ecologia e Libertà presenterà un'interrogazione
urgente per chiedere al Ministro che renda noto, al più presto, se esiste un
programma di pianificazione nazionale per il transito e l'accoglienza che
definisca le quote per ogni territorio regionale e provinciale; quali sono le
caratteristiche che dovrà avere la struttura prevista al porto di Taranto; se è
prevista una quota massima per la città e la provincia; se esiste un progetto
rispetto alla regolarizzazione delle persone che rimarranno sul territorio
nazionale. Infine, perché non ha dato corso ad un nostro ordine del giorno
accolto che prevede l'estensione al comune di Taranto dell'esclusione delle spese
connesse alla pressione migratoria dal patto di stabilità. La città può e deve,
a nostro parere, dare un contributo importante ad affrontare la situazione e
non girare lo sguardo davanti alla tragedia dei profughi di Paesi in cui
l'Italia e l'Europa hanno contribuito a creare condizioni di instabilità e di
guerra con una politica estera sbagliata. Abbiamo un dovere nei confronti di
quelle donne e di quegli uomini ma il Governo non può continuare con interventi
rabberciati e altamente insufficienti che, peraltro, hanno già dimostrato di
non essere all'altezza delle responsabilità del nostro Paese, prima frontiera
del Mediterraneo. Infine, esprimiamo preoccupazione e sdegno per alcune
reazioni riportate dalla stampa locale che alimentano paura ed intolleranza
anziché favorire un clima di serenità e un serio ragionamento per adottare
soluzioni improntate ai principi di civiltà e di solidarietà di cui Taranto ha
già dato prova."giovedì 12 marzo 2015
Sel : hub di Taranto. Servono politiche di accoglienza strutturate per i migranti.
"Abbiamo appreso che il
Ministro Alfano pensa di realizzare a Taranto un “hub” per il transito e
l'identificazione delle migliaia di uomini e donne che, probabilmente,
arriveranno sulle coste italiane dalla Libia nei prossimi mesi. Secondo le
notizie di stampa, i migranti, perlopiù richiedenti asilo, dovrebbero rimanere
nel capoluogo jonico non oltre le 72 ore, ospitati in una tensostruttura al
porto, per poi essere destinati a strutture di accoglienza sul territorio
regionale e nazionale. Esprimiamo forte disappunto per il modo di procedere del
Ministro che fa annunci sulla stampa anziché confrontarsi con il Parlamento e
coinvolgere il sindaco della città. Il Governo Renzi continua ad affrontare la
questione degli sbarchi dei disperati, che scappano da guerre e fame, come si
tratti di un'emergenza. Siamo, al contrario, di fronte ad un fenomeno
strutturale che va gestito in modi e tempi completamente diversi. Si devono
cambiare le politiche migratorie e dell'accoglienza italiane ed europee per
garantire il soccorso in mare ed evitare di contare ancora morti nel
Mediterraneo; organizzare canali umanitari dai Paesi di transito; avviare la
gestione condivisa e multilaterale del soccorso e dell'accoglienza. Ed invece
il Governo ha sospeso Mare Nostrum che è stata sostituito dall'operazione
europea “Triton” che rischia, per la sua natura, di produrre più morti e tragedie,
ed ha sospeso le procedure per il riconoscimento dei permessi di soggiorno a
scopi umanitari. Sinistra Ecologia e Libertà presenterà un'interrogazione
urgente per chiedere al Ministro che renda noto, al più presto, se esiste un
programma di pianificazione nazionale per il transito e l'accoglienza che
definisca le quote per ogni territorio regionale e provinciale; quali sono le
caratteristiche che dovrà avere la struttura prevista al porto di Taranto; se è
prevista una quota massima per la città e la provincia; se esiste un progetto
rispetto alla regolarizzazione delle persone che rimarranno sul territorio
nazionale. Infine, perché non ha dato corso ad un nostro ordine del giorno
accolto che prevede l'estensione al comune di Taranto dell'esclusione delle spese
connesse alla pressione migratoria dal patto di stabilità. La città può e deve,
a nostro parere, dare un contributo importante ad affrontare la situazione e
non girare lo sguardo davanti alla tragedia dei profughi di Paesi in cui
l'Italia e l'Europa hanno contribuito a creare condizioni di instabilità e di
guerra con una politica estera sbagliata. Abbiamo un dovere nei confronti di
quelle donne e di quegli uomini ma il Governo non può continuare con interventi
rabberciati e altamente insufficienti che, peraltro, hanno già dimostrato di
non essere all'altezza delle responsabilità del nostro Paese, prima frontiera
del Mediterraneo. Infine, esprimiamo preoccupazione e sdegno per alcune
reazioni riportate dalla stampa locale che alimentano paura ed intolleranza
anziché favorire un clima di serenità e un serio ragionamento per adottare
soluzioni improntate ai principi di civiltà e di solidarietà di cui Taranto ha
già dato prova."
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