Mozione 1-00863
presentata da
DURANTI Donatella
La Camera,
premesso che:
con quasi 500 milioni di tonnellate, l'Italia è il secondo produttore
mondiale (dopo la Spagna) di olio d'oliva, rappresentando uno dei prodotti più
importanti del made in Italyagroalimentare, i cui
importanti risvolti socio-economici si esprimono, in particolare, nei territori
del Sud del Paese, dove tale coltura è principalmente presente. L'olivicoltura
pugliese costituisce, infatti, uno dei comparti più rilevanti del sistema
agricolo, rappresentando il 30 per cento circa della produzione olivicola nazionale;
per quanto riguarda la superficie interessata dall'olivicoltura, in Puglia
risultano in
produzione circa 375.000 ettari a olivo (pari al 32 per cento delle
superfici olivicole nazionali e a circa il 29 per cento della superficie
agricola utilizzata regionale);
inoltre, per quanto attiene al tessuto-imprenditoriale, l'olivicoltura è
realizzata in Puglia da circa 270.000 imprese agricole, pari al 22 per cento
delle aziende olivicole italiane, dove si rileva anche come la superficie media
per azienda coltivata a olivo (1,4 ettari) sia sensibilmente superiore alla
media nazionale (un ettaro);
nel panorama olivicolo nazionale, la Puglia si contraddistingue anche per
l'olio a denominazione di origine protetta (dop Terra di Bari, dop Terra di
Otranto), con il fatturato più elevato in Italia (28 milioni di euro),
rappresentando al contempo il 35 per cento del fatturato complessivo degli oli
extravergine a marchio dop e igp italiani. Negli scambi internazionali di
settore, l'olio rappresenta il terzo prodotto pugliese più esportato (dopo
ortofrutta e conserve vegetali), per un valore di circa 106 milioni di euro,
pari al 9 per cento dell’export di olio dall'Italia (1,2 miliardi di
euro di olio d'oliva esportato nel 2012);
il ritrovamento nell'ottobre del 2013 nell'area del gallipolino del
patogeno da quarantena Xylella fastidiosa su piante di olivo
e su altre specie coltivate, ornamentali e spontanee ha determinato sin dai
primi mesi notevole criticità per la gestione di questa emergenza
fitosanitaria, unica per la sua specificità;
il 15 ottobre 2013 viene data la comunicazione ufficiale del ritrovamento
della Xylella fastidiosa da parte delle
istituzioni scientifiche facenti parte della rete dei laboratori pubblici Selge
e, in particolare, il batterio viene identificato dal Cnr-Istituto per la
protezione sostenibile delle piante di Bari. Il ritrovamento della Xylella fastidiosa, batterio da quarantena inserito nella lista A1 dell’Eppo (European and Mediterranean plant protection Organization) ha determinato l'avvio
di un'intensa attività tecnico-amministrativa da parte della regione
Puglia;

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