"Questo pomeriggio ho discusso in Aula una interrogazione urgente
sulla vertenza Teleperformance, che mette a serio rischio oltre 2000 fra
lavoratrici e lavoratori della città di Taranto.
Di oggi, infatti, la notizia della rottura della
trattativa fra i sindacati ed i vertici della azienda, avvenuta durante il
tavolo convocato a Roma da Confindustria con tutte le parti coinvolte.
I dirigenti hanno continuato ad opporre il muro del ricatto alle
rappresentanze sindacali confermando la societarizzazione del polo di
Taranto, che andrebbe ad acuire in maniera irreparabile la già difficile
situazione sociale ed occupazionale del capoluogo jonico.
Ho chiesto alla Ministra Guidi la convocazione immediata di un tavolo
interministeriale nazionale che affronti in maniera risolutiva una vertenza che
va avanti da troppo tempo, e che ciclicamente mette a repentaglio il futuro di
migliaia di famiglie.
La risposta ottenuta, come spesso accade, è stata vaga ed intrisa di
semplici buoni propositi.
La Ministra ha ricordato l’esistenza di un tavolo nazionale che si occupa
delle problematiche del settore dei call center , che ad onor del vero mi
risulta non venga convocato da ormai troppi mesi, e si è limitata ad auspicare
che le amministrazioni non utilizzino il regime del massimo ribasso nelle gare
per l'aggiudicazione degli appalti, dichiarandosi infine disponibile
all'apertura di un tavolo nazionale, accusando le parti però di non averne
ancora fatto richiesta.
Ho trovato queste ultime affermazioni inaccettabili.
Un Ministro della Repubblica ha il dovere di adottare provvedimenti e non
auspici, e per quanto riguarda la convocazione di un tavolo nazionale, i
sindacati tutti hanno lanciato l’allarme sin da gennaio di quest’anno ed io,
insieme ad altri parlamentari jonici, ho inviato richiesta scritta alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri una decina di giorni fa.
Mi auguro che il Governo si attivi immediatamente per risolvere la
situazione della seconda realtà produttiva di Taranto e per risarcire le
lavoratrici e i lavoratori dei sacrifici sostenuti in questi anni con una
soluzione definitiva, che riconosca il loro diritto alla stabilità del posto di
lavoro e ad una giusta retribuzione."
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