venerdì 5 settembre 2014

All’Ilva si muore, ma l’azienda si limita al cordoglio

Esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà ad i familiari di Angelo Iodici, vittima questa mattina di un infortunio mortale sul lavoro nello stabilimento dell’Ilva di Taranto.
Nella attesa delle indagini, che porteranno a chiarire la dinamica del mortale investimento, ritengo inaccettabile dover commentare l’ennesimo episodio che ha portato alla morte di un lavoratore.
Da anni denunciamo una superficiale osservanza delle misure di sicurezza, chiedendo una più decisa e ferma azione di prevenzione con un piano di gestione aziendale che rivoluzioni le fondamenta stesse dello stabilimento.

Soprattutto in questi mesi, infatti, abbiamo assistito ad una serie incredibile e preoccupante di infortuni, per ultimo quello del 27 agosto che ha portato il rovesciamento di un carrello con 200 tonnellate di ghisa e che ha prodotto una immensa fiammata, per puro caso senza conseguenze rilevanti. Ed è proprio per riparare a quel danno che oggi Angelo Iodici, dipendente di una ditta esterna, ha perso la vita.

Condivido la decisione delle OO.SS. di scioperare dalle 15 di oggi per un giorno intero.
Abbiamo pianto troppe volte lacrime tardive, figlie di condizioni di lavoro indegne di un paese civile. L’azienda, piuttosto che mandare note di cordoglio, deve essere riportata immediatamente alle sue precise responsabilità intervenendo con tempestività, altrimenti sarà ancora una volta troppo tardi.

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