Esprimo la
mia vicinanza e la mia solidarietà ad i familiari di Angelo Iodici, vittima
questa mattina di un infortunio mortale sul lavoro nello stabilimento dell’Ilva
di Taranto.
Nella attesa
delle indagini, che porteranno a chiarire la dinamica del mortale investimento,
ritengo inaccettabile dover commentare l’ennesimo episodio che ha portato alla
morte di un lavoratore.
Da anni denunciamo una superficiale osservanza delle misure di sicurezza, chiedendo
una più decisa e ferma azione di prevenzione con un piano di gestione aziendale
che rivoluzioni le fondamenta stesse dello stabilimento.
Soprattutto
in questi mesi, infatti, abbiamo assistito ad una serie incredibile e
preoccupante di infortuni, per ultimo quello del 27 agosto che ha portato il
rovesciamento di un carrello con 200 tonnellate di ghisa e che ha prodotto una
immensa fiammata, per puro caso senza conseguenze rilevanti. Ed è proprio per
riparare a quel danno che oggi Angelo Iodici, dipendente di una ditta esterna,
ha perso la vita.
Condivido la
decisione delle OO.SS. di scioperare dalle 15 di oggi per un giorno intero.
Abbiamo pianto troppe volte lacrime tardive, figlie di condizioni di lavoro
indegne di un paese civile. L’azienda, piuttosto che mandare note di cordoglio,
deve essere riportata immediatamente alle sue precise responsabilità
intervenendo con tempestività, altrimenti sarà ancora una volta troppo tardi.
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