COMUNICATO STAMPA
"Apprendo
dalla stampa dell’esposto alla Procura della Repubblica fatto dalla
Fiom- Cgil di Taranto, circa la presenza di amianto su nave Espero, su
cui lavorano i dipendenti della Imet.
La
denuncia riguarda, nello specifico, la richiesta dei lavoratori e
dell'organizzazione sindacale di verificare – appunto – l’eventuale
presenza del pericolosissimo minerale sulle guarnizioni che stavano
sostituendo. Dopo una breve sospensione delle attività, ai lavoratori
veniva assicurato che non c'erano rischi, viceversa, il laboratorio di
analisi al quale i lavoratori stessi si sono rivolti ha rilasciato
certificazione da cui risulta la presenza di fibre di amianto.
Giudico
gravissimo che ancora oggi gli operai siano mandati a svolgere attività
senza sapere se corrono pericoli per la salute; che gli organi preposti
non abbiano evitato che ciò accadesse; che non si sia provveduto
immediatamente alla verifica richiesta e che, anzi, siano risultate
discrepanze gravissime tra le analisi prodotte dall'azienda e quelle del
laboratorio di analisi privato.
La
presenza dell'amianto sulle navi e negli stabilimenti militari è un
dato ormai acclarato, così come le centinaia di casi di lavoratori
diretti e dell'appalto ammalati o morti per l'esposizione al
pericolosissimo minerale. Ne dovrebbe discendere l'applicazione
rigorosissima del principio di precauzione visto, per altro, che
nonostante le centinaia di tonnellate di amianto estratto dalle navi in
questi anni, le bonifiche non sono state ancora completate, così come
risulta anche da atti di sindacato ispettivo parlamentare e dal lavoro
avviato nella Commissione di inchiesta sui rischi correlati all'utilizzo
dell'uranio impoverito.
Ricordo
infatti che la Commissione, su mia richiesta in qualità di
vicepresidente, ha allargato il suo campo di indagine ed azione sia alla
presenza ed agli effetti dell’amianto negli Arsenali della MM e nel
naviglio militare che agli effettidell'esposizione - e relative
conseguenze - sulla salute del personale militare e civile, diretto e
dell'appalto. Allargando oltremodo le verifiche al tema delle bonifiche.
Inoltre
è stato deciso di effettuare visite ispettive presso alcuni
stabilimenti militari, fra i quali appunto quello di Taranto.
Ritengo
che gli organi preposti della Marina Militare debbano al più presto
fare chiarezza e garantire che i lavoratori non siano in alcun modo
messi nelle condizioni di svolgere attività che li espongano a rischi
per la salute; che, nel malaugurato caso di esposizione avvenuta nei
giorni scorsi, si proceda immediatamente a sottoporre i lavoratori alla
sorveglianza sanitaria; che si interrompa qualsiasi attività a bordo
fino alla bonifica completa di ambienti, strumentazioni ed apparati.
Ovviamente,
mi aspetto che azienda e Marina Militare rispettino le normative
nazionali e gli obblighi che da esse discendono, senza omissioni o
interventi volti a minimizzare se non – addirittura - a nascondere i
fatti.
Penso
che ognuno debba dare conto delle proprie responsabilità e che il
sindacato abbia svolto appieno il ruolo che gli compete, in riferimento
alla tutela della salute dei lavoratori ed in particolare a quelli
dell'appalto, da sempre l'anello più debole delle lavorazioni
all'interno degli stabilimenti militari."
On. Donatella Duranti
E pensare che, per l'Inail, le quantità pericolose di absesto sulle navi si sono smaterializzate miracolosamente il 1°gennaio 1996
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